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Afghanistan, 1978: inaugurazioni lo scorso sabato 1° ottobre

Alla Casa degli Artisti «Giacomo Vittone» per l’autunno propone un viaggio nell’Afghanistan prima dell'invasione russa

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Il tema portante della stagione espositiva autunnale della Casa degli Artisti - che festeggia le oltre 8.400 presenze alla mostra Paolo Vallorz: la figura e una stanza di fiori, allestita dal 23 luglio al 25 settembre - è il viaggio inteso come sguardo aperto, riflessione e conoscenza.
In mostra nella sala superiore, le foto di un viaggio in Afghanistan compiuto da Ennio Binelli, insegnante oggi in pensione, nel 1978, giusto un anno prima dell’invasione russa.
L’Urss ha invaso l’Afghanistan nel 1979. Sono seguiti decenni di immense distruzioni e sofferenze, sradicamento di intere popolazioni, danni irreparabili al tessuto sociale ed economico, lotte per la liberazione, scontri tra eserciti regionali, interventi stranieri, fino al recente ritorno dei talebani.
 


Nel 1978, proprio l’anno prima dell’invasione, Ennio Binelli, ex insegnante di Fisto, in val Rendena, oggi in pensione, fin da giovanissimo appassionato di viaggi e di fotografia, ha percorso assieme a due amici l’hippy trail, ormai non più pienamente funzionante, diretto in India, che però per vari motivi non ha raggiunto.
Aveva con sé un’Asahi Pentax e ben 38 rullini fotografici da 36 pose. Si fermerà in Afghanistan per tre settimane, visitando Herat, Kandahar, Jalalabad, Kabul, Bamiyan e Band-e-Amir. Recentemente, scannerizzando le pellicole ha ri-scoperto, dopo più di quarant’anni, un’enorme quantità di immagini che presentano la quotidianità di un popolo pacifico, povero ma dignitoso e felice.
«Di quelle popolazioni ricordo con immenso piacere, e con molta tristezza, la disinteressata ospitalità - spiega - la disponibilità e la benevola accoglienza dimostrata nei nostri confronti in quanto viaggiatori stranieri».
 

 
Accanto a questo, un altro viaggio, in Kenya presso la tribù dei Samburu (le fotografie sono di Franca Alberti). L’associazione My Samburu Woman, lavorando con gruppi di donne, si prefigge l’obiettivo di creare per loro nuove opportunità e di migliorare la condizione di vita. La tribù dei Samburu è costituita da una popolazione di pastori semi-nomadi che abitano il centro nord del Kenya, una zona remota e arida.
Le donne, che lavorano da mattina a sera, non hanno grandi diritti. Per cercare di dare una piccola indipendenza economica alle donne si sta cercando di sviluppare piccole attività economiche, in particolare acquistando capre, che saranno di proprietà dei gruppi di donne, e favorendo lo studio delle bambine.
I due progetti, che aprono al tema dei diritti umani e della loro fragilità nel corso della storia, accompagneranno la Casa degli Artisti verso il secondo convegno «Il talento femminile nell'arte», in programma il prossimo 19 novembre.
 


Ma il pomeriggio di inaugurazioni ha preso avvio con la cerimonia di consegna di un busto in bronzo del poeta rivano Giacomo Floriani, opera dell’artista Dario Mimiola, esposto nella sala delle Lunette, donato dall’associazione Giacomo Floriani assieme a tre opere pittoriche.
Il busto sarà ospitato alla Casa degli Artisti per qualche tempo, in attesa della posa definitiva al cimitero di Calvola.
Hanno preso parte al pomeriggio il sindaco di Tenno Giuliano Marocchi e gli assessori alla cultura di Tenno Giancarla Tognoni, di Riva del Garda Silvia Betta e di Arco Guido Trebo, oltre alla coordinatrice della Casa Roberta Bonazza, al referente dell’associazione Giacomo Floriani Alessandro Parisi e allo scultore Dario Mimiola.
 
Presenti anche alcuni parenti del pittore Giovanni Monti, che hanno donato un suo quadro che ritrae Giacomo Floriani; e il pittore Franco Albino, che ha donato un suo quadro e ricordato Floriani con una poesia. Non ha potuto essere presente il pittore Bepi Leoni, che anch’egli ha donato un quadro dedicato a Giacomo Floriani.
La relazione del poeta rivano con il Tennese è scritta nei suoi versi e concretizzata nella sua dimora vicino al rifugio San Pietro che gli viene donata grazie alla generosità di Riccardo Maroni e di tanti amici che lo stimano.
Le due mostre restano in allestimento fino al 20 novembre. Sono aperte alla visita tutti i giorni tranne il lunedì (giorno di chiusura) dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con ingresso libero.

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