Home | Esteri | Afghanistan | In memoria del capitano Ranzani, caduto a Shindand

In memoria del capitano Ranzani, caduto a Shindand

A trento la celebrazione ha avuto luogo presso la Caserma Pizzolato alla presenza delle autorità militari e civili del Trentino

image

A Trento, presso la Caserma Pizzolato, è stata celebrata dal Cappellano Militare, Mons. Mario Mucci, la Messa in suffragio del Capitano degli Alpini Massimo Ranzani, effettivo al 5° reggimento Alpini di Vipiteno.

All'iniziativa è stata promossa dal Comandante Militare Regionale Gen. Palladini, allo scopo di esprimere la vicinanza e l'affetto di tutti i militari di stanza a Trento nei confronti dei familiari del capitano Ranzani.
_____________________________________________________________________

È la seconda volta che vado ad assistere a una messa di suffragio alla memoria di un caduto, da quando sono tornato dall'Afghanistan.
E non mi abituerò mai a eventi come questo.
L'essere stati in quel teatro operativo, aver conosciuto i ragazzi e averli visti all'opera non mi lascerà mai più indifferente.
E non è solo perché mi sono ritrovato alla stessa ora, nello stesso posto e nelle medesime circostanze in cui negli ultimi giorni si sono consumati i due attentati che hanno coinvolto il Quinto Reggimento degli Alpini.

L'atmosfera che ho respirato a Herat era alimentata da aspetti che credevo appartenessero ormai a un mondo scomparso con mio padre e non ancora entrati nel mondo che ritenevo appartenesse solo al management privato.
I ragazzi che ho conosciuto in Afghanistan sono bravi. Responsabili, preparati, specializzati, organizzati. Fiduciosi nei propri superiori. Dotati di buonsenso.
Pronti a morire per motivi umanitari, senza che glielo chieda nessuno.
Che considerano un connazionale come qualcosa che vale di più della loro missione.
Che vivono la Patria senza fanatismo ma in pieno rispetto.
Che non vedono l'ora di tornare a casa. E incontrare la morosa (che sentono tutte le sere con Skype). E vedere la mamma (che non chiamano mai, ma alla quale pensano sempre nei momenti di difficoltà).

Il capitano Massimo Ranzani non è tornato a casa vivo. Non incontrerà la morosa e probabilmente non ha avuto i tempo di invocare la mamma prima di morire.
Oggi torna a casa il suo corpo. Lui, come sappiamo, era già con noi.
Il colonnello Coradello (foto sotto), comandante del V Reggimento, prima di lasciarlo tornare a casa, davanti alla sua bara ha fatto l'appello.
«Capitano Massimo Ranzani…!»
«Presente!»

G. de Mozzi

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni