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Afghanistan: prosegue l'emergenza maltempo, soccorsi poliziotti locali e popolazione civile

Nonostante il tempestivo intervento dei nostri soldati, al momento del salvataggio uno dei poliziotti aveva già perso la vita

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In pochi sanno che l'Afghanistan d'inverno può essere una terribile trappola mortale e non solo nelle montagne dell'Hindu Kush che arrivano a 7.000 metri. Anche la maggior parte del Paese, che si trova a un'altitudine che va dai 500 ai 3.000 metri, è soggetta a estati secche e torride e a inverni rigidi come quello che sta attanagliando in questo periodo la regione di Herat di competenza italiana.
 
Il Comando Regionale Ovest, Comando NATO a guida italiana su base Brigata «Sassari», nella giornata di ieri, ha coordinato una complessa operazione di soccorso a favore di 14 poliziotti dell'ANP (Afgan National Police) da giorni bloccati, a causa delle condizioni meteo proibitive, in un'area remota nella provincia di Ghor, una delle quattro province dell'area di responsabilità del Comando italiano.
Dopo quasi 5 giorni d’isolamento, esaurite le scorte di cibo ed acqua e senza riparo, i poliziotti sono riusciti a mettersi in contatto con le forze ISAF (International Security Assistance Force) che sono partite subito in loro aiuto.
 
Nonostante il tempestivo intervento dei nostri soldati, al momento del salvataggio uno dei poliziotti aveva già perso la vita.
Con l’occasione si è provveduto a portare dei generi alimentari e materiali di prima necessità alla popolazione civile per consentire di affrontare la durissima stagione invernale.
 
Sull’accaduto il Generale John R. Allen, Comandante delle forze ISAF  in Afghanistan, ha dichiarato:
«Soffriamo la perdita di uno dei nostri fratelli afgani, ma al contempo siamo grati per aver avuto l'opportunità di assistere gli altri 13 intrappolati in una situazione critica.»
 
«Siamo grati alle famiglie afgane che, sebbene esse stesse in difficoltà, si sono prodigate ad aiutare i loro concittadini nel momento del bisogno» ha aggiunto Allen.
«Queste sono le ragioni per cui - dopo essere stati spalla a spalla con gli afgani per lungo tempo - continuiamo ad avere fiducia in loro, a credere nel loro spirito ed in questa nazione; sono questi eventi che ci danno l'energia per affrontare ogni tipo di opportunità per aiutare gli afgani a raggiungere un futuro felice.»
 
 
 

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