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Funziona l’addestramento degli Afghani da parte dei nostri soldati

Si sono concluse con il fermo di undici insorti due operazioni delle forze di sicurezza afgane, condotte con il sostegno dei militari italiani

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Si sono concluse con il fermo di undici persone e il sequestro di diverse armi due distinte operazioni condotte nei giorni scorsi nella regione occidentale dell’Afghanistan dalle forze di sicurezza afghane, con il sostegno delle unità italiane del Regional Command West di ISAF, il comando multinazionale su base brigata alpina Taurinense.
Nella provincia di Farah l’operazione denominata Zafar 15 ha portato al fermo di otto individui appartenenti ad una cellula di insorti presente nel villaggio di Ghali Murgh.
 
Gli uomini della 2ª brigata del 207° corpo dell’esercito afghano hanno anche sequestrato tre fucili mitragliatori AK47, un fucile di precisione Dragunov, 1 macchina e 5 motociclette.
L’operazione si è sviluppata nell’arco di 48 ore con la cinturazione del villaggio da parte dei militari italiani della Task Force South – intervenuta con una compagnia del 9° reggimento alpini, un plotone di bersaglieri e assetti specialistici per la sorveglianza del terreno quali il drone Raven B e il radar Ranger del 41° reggimento di Sora – seguita dall’intervento delle forze dell’esercito afghano insieme ad elementi della polizia.
 
Altre tre persone coinvolte nella fabbricazione e nel piazzamento di ordigni esplosivi improvvisati sono state fermate dalla polizia del 606° Corpo nel distretto di Shindand, a sud di Herat, nel corso dell’operazione Qatra Qatra, alla quale ha preso parte un plotone del 3° reggimento alpini e un altro assetto Raven del 41° di Sora, entrambi appartenenti alla Task Force Centre.
Dopo il fermo di un primo individuo, una pattuglia della polizia afghana è stata oggetto di un attacco portato con una bomba rudimentale, nel quale sono stati verosimilmente implicati altri due uomini fermati poco dopo nei pressi del luogo dell’esplosione, che ha soltanto danneggiato un veicolo della polizia.
 
Le forze di sicurezza afghane hanno avviato un’intensificazione delle operazioni nel periodo invernale, con il dispiegamento di un ingente numero di uomini e mezzi nelle quattro province della regione occidentale del Paese.
Sono circa 27.000 gli effettivi dell’esercito e dei vari corpi di polizia afghani di stanza nell’ovest dell’Afghanistan, affiancati da circa 6.000 militari – dei quali oltre la metà sono Italiani – inquadrati nel Regional Command West di ISAF comandato dal generale Dario Ranieri.
 
In tale quadro l’esercito afghano ha avviato la prima fase del piano Naweed con il Kandak 3/1 (unità a livello di battaglione) che ha pianificato e condotto un’operazione di controllo del territorio insieme alle forze di polizia locali nei distretti di Obeh e Chest-e-Charif, nella provincia di Herat.
L’operazione, durata sei giorni, è stata mirata a rafforzare la presenza delle forze governative nei distretti più remoti della provincia, ed ha visto la partecipazione dei Military Advisor Team italiani, i team che accompagnano le unità del 207° Corpo afghano in addestramento e in operazione.
 
Oltre alle attività di pattuglia, i militari di Kabul hanno anche distribuito generi di prima necessità agli abitanti dei villaggi della zona e dispensato cure mediche di base insieme a personale medico italiano.
L’operazione si è conclusa in sicurezza anche grazie al plotone del 3° reggimento alpini che ha svolto il ruolo di forza di reazione rapida, e agli assetti di coordinamento con le forze aeree di ISAF.

 

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