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Soldati trentini in Afghanistan/ 2 – Capitano Salvatore Toscano

Nostra intervista esclusiva al capitano del 2° Reggimento Genio di Trento che cura le realizzazioini civili in Aghanistan per conto della Provincia

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Proseguiamo la serie di corrispondenze dall’Afghanistan, dove stanno operando i genieri alpini del 2° Reggimento di stanza a Trento
Ieri abbiamo intervistato il colonnello Giovanni Fioretto, comandante del reggimento, oggi intervistiamo il capitano Salvatore Toscano, l’ufficiale che segue la realizzazione di infrastrutture civili per conto della Provincia autonoma di Trento.
Grazie a Toscano, nella missione precedente i Trentini avevano potuto ricostruire una scuola femminile distrutta dai talebani, notoriamente contrari all’istruzione femminile, ma eravamo riusciti a costruire anche un acquedotto capace di servire 8.000 persone.
Queste iniziative, di cui avevamo dato notizia redazionale e fotografica, si trova ora in territorio non più sotto il controllo italiano, essendo stato affidato alle forze di polizia e militari dell’Afghanistan.
 

 
Capitano Toscano, due anni fa lei ha fatto ricostruire – per conto della Provincia autonoma di Trento – una scuola femminile distrutta dai talebani (foto sopra). È sempre in buone condizioni? Viene utilizzata in pieno?
«La scuola femminile è quella del villaggio di Kala i Kuna nel Distretto del Gulistan. Tale distretto, quale segno tangibile del processo di transizione, è ora sotto la completa giurisdizione delle forze di sicurezza afghane.
«Le informazioni provenienti da quel distretto riportano che la scuola è in ottime condizioni e continua a svolgere la propria attività a favore delle scolaresche femminili dei tre villaggi del circondario.»
 
Sempre nello stesso periodo e con le stesse finalità, lei ha costruito un acquedotto per servire villaggi per un totale di 8.000 persone (nelle foto sotto, l'inaugurazione e la targa). Sta ancora funzionando a dovere? I locali sono sempre contenti di quello che abbiamo fatto?
«Come per la scuola femminile, anche per l’acquedotto le informazioni in nostro possesso sono molto positive, in quanto le opere realizzate continuano ad alimentare in maniera quasi capillare i tre villaggi a cui l’acquedotto stesso è asservito, ovvero Kala i Kuna, Kala i Now e Kala i Jin.
«Alla luce di questo, ritengo che la popolazione ora come allora sia estremamente contenta dell’aiuto ricevuto dalla comunità di Trento. Gratitudine che, non dimentichiamo, è stata anche manifestata con una particolare lettera autografa del governatore del Gulistan indirizzata alla cittadinanza trentina (nelle immagini a pié di pagina gli originali in arabo e in inglese) e consegnata all’ora Presidente Dellai e all’Assessore Beltrami. 
 

 
Si tratta dunque di zone di intervento ormai fuori dalle aree di nostra competenza militare. Può ugualmente mandarci delle fotografie aggiornate?
«Nonostante molte aree siano già transitate sotto la responsabilità delle forze di sicurezza locali, la nostra area di operazione rimane molto estesa, quasi come l’intera Italia settentrionale.
«Conseguentemente, da quando abbiamo iniziato il nostro mandato, stiamo orientando la nostra attenzione sui progetti che di volta in volta presentano la necessità di un nostro intervento.
«Non posso promettere di riuscirci, ma qualora vi sia la possibilità cercheremo di farvi pervenire ulteriori immagini delle zone che, grazie al buon esito della transizione, non sono più direttamente sotto il nostro controllo.»
 

 
Può descrivere quali sono gli interventi che sta realizzando quest’anno per la Provincia autonoma di Trento?
«Al momento sono allo studio alcuni progetti che prevedono la realizzazione di alcuni pozzi d’acqua nei villaggi intorno a Shindand e la distribuzione di alcuni prodotti a favore delle donne in alcuni villaggi della provincia di Farah.
«In ogni caso stiamo valutando delle opere che, in analogia a quanto fatto in Gulistan, abbiano un forte ritorno in termini di consenso e che producano degli effetti reali sulla vita e sull’economia della popolazione che ne beneficia.»
 
A che punto è la loro realizzazione?
«A breve acquisiremo i progetti a cui stiamo lavorando, li invieremo a Trento per l’approvazione definitiva da parte dell’Assessorato alla Solidarietà Internazionale ed alla Convivenza.
«Terminata questa fase si passerà subito alla realizzazione dei progetti nonché alla distribuzione di materiali.

La popolazione locale collabora volentieri? E’ grata per i nostri interventi?
Sono generalmente molto collaborativi. Tuttavia, laddove la presenza o l’influenza degli insorgenti è più accentuata si possono presentare degli elementi di criticità che vanno opportunamente gestiti in modo da evitare eventuali ritorsioni per gli aiuti ricevuti.»
 
Due anni fa lei è stato decorato per alcuni comportamenti particolarmente significativi (dei quali parleremo in un prossimo servizio, perché gli attestati ufficiali sono giunti da poco).
Possiamo essere sicuri che vi comporterete bene senza rischiare la vita? Trento vi aspetta a casa con o senza medaglie. Il Paese vi ha dato un biglietto di andata e ritorno, mi raccomando.
«Abbiamo sia il biglietto di andata sia di ritorno nonché tutti gli strumenti operativi per potere ben operare e rispondere coerentemente a tutte le attivazioni che il delicato periodo di transizione di volta in volta ci propone.
«Se a questo aggiungiamo che il personale del 2° Guastatori di Trento è pienamente consapevole del proprio ruolo ed è in possesso di un ormai consolidato bagaglio esperienziale nel Teatro afghano, ritengo che ci siano tutti gli ingredienti per il buon esito della missione.
«Tuttavia, occorre capitalizzare le esperienze passate e non abbassare la guardia, soprattutto nel settore della bonifica degli ordigni esplosivi improvvisati.»

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