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I Mangusta italiani hanno neutralizzato la minaccia

Afghanistan: duro colpo inflitto dai militari italiani alle comunicazioni degli insorti – Nessuna vittima civile

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Con un’unica vasta operazione congiunta che ha visto sul campo uomini e mezzi di diverse unità dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare in forza al Regional Command West (RC-W), i militari del contingente italiano di stanza a Herat hanno inferto nei giorni scorsi un duro colpo all’attività degli insorti distruggendo tre distinti ripetitori radio nella provincia di Farah, nella parte sud della regione sotto responsabilità italiana.
Gli apparati, nascosti in una vasta area tra i picchi di alcune montagne rocciose, facilitavano le comunicazioni dei ribelli della provincia durante il posizionamento di ordigni esplosivi che, il più delle volte, finivano per colpire la popolazione civile inerme e permettevano il coordinamento di attacchi anche complessi contro le forze di sicurezza locali e le truppe del contingente ISAF operanti nella zona a sostegno del processo di transizione in corso.
 
Due dei ripetitori, individuati nel corso di precedenti ricognizione aeree, sono stati distrutti attraverso il fuoco diretto dei cannoni a canne rotanti da 20mm di quattro elicotteri A-129 Mangusta della Task Force Fenice, sotto il controllo degli operatori acquisitori obiettivi della Task Force Victor che, a bordo di due elicotteri NH-90, prima di autorizzare l’apertura del fuoco, hanno confermato la posizione degli apparati e verificato che non vi fosse la possibilità di danni collaterali (zero civilian casualties: nessuna vittima civile).
Altri uomini della Victor e della Fenice, a bordo di un elicottero CH-47, garantivano in caso di necessità il recupero del personale eventualmente rimasto isolato sul terreno e il soccorso medico immediato per mezzo del Forward Medevac Team (FMT).
 
Il terzo ripetitore radio è stato distrutto mediante l’impiego di armamento a guida GPS impiegato da una coppia di velivoli AMX in forza al Task Group Black Cats della Joint Air Task Force (JATF) dell’Aeronautica Militare. Anche in questo caso, l’autorizzazione allo sgancio del munizionamento è stato fornito dagli operatori della Victor che, attraverso le immagini trasmesse da un velivolo a pilotaggio remoto Predator del Task Group Astore della JATF, hanno sorvegliato l’area al fine di evitare possibili danni collaterali.
L’operazione rappresenta un felice esempio di coordinamento delle diverse capacità che il contingente italiano è in grado di esprimere sul territorio, al fine di rendere più sicura l’area e accrescere la fiducia della popolazione locale nell’abilità delle forze di sicurezza di contrastare la criminalità e gli insorti nell’attuale delicato periodo di transizione.
 
 

La minaccia è stata neutralizzata.

La Task Force Victor è costituita da operatori del 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO) Folgore.
Il Reggimento è inquadrato tra le Forze per Operazioni Speciali dell’Esercito Italiano e articolato in task unit, assetti operativi altamente autonomi e flessibili che, infiltrati in ambiente isolato e potenzialmente ostile, concorrono alla raccolta informativa ed eseguono l’ingaggio di obiettivi di diversa natura.
La Task Force Fenice, attualmente alimentata da personale del 5° Reggimento AVES Rigel di Casarsa della Delizia, impiega elicotteri CH-47 Chinook, NH-90 e A-129 Mangusta. Con i primi due velivoli l’unità svolge missioni di trasporto e sostegno logistico delle forze ed è in grado di effettuare missioni di evacuazione aerea d’urgenza dei feriti, mentre gli elicotteri da combattimento Mangusta forniscono supporto aereo ravvicinato di scorta per le truppe al suolo e per le forze speciali durante le missioni più rischiose e delicate.
La JATF dell’Aeronautica Militare ha il compito di gestire gli assetti di volo dell’Aeronautica Militare assegnati al Comando Operativo NATO per l’Afghanistan che operano prevalentemente nella regione occidentale del Paese.
Il Task Group Black Cats, dotato di velivoli cacciabombardieri AMX, svolge missioni di ricognizione e di supporto aereo ravvicinato alle forze alleate e afghane sul terreno.
I velivoli a pilotaggio remoto Predator, con la loro tecnologia, sono l’occhio dall’alto della coalizione e costituiscono una capacità ormai irrinunciabile a favore della protezione delle truppe e della popolazione civile.


Un Chinhook preceduto da un Mangusta. 

Un AMX in evoluzione.

Un Predator.

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