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Afghanistan: cambio alla guida della Task Force Genio di Herat

Gli alpini del 2° Reggimento genio di Trento passano le consegne al 4° Reggimento genio guastatori di Palermo

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Potrebbe sembrare che stiamo dedicando troppe foto al cambio della guardia del 2° Reggimento genio alpini di Trento con gli omologhi del 4° di Palermo, ma con ogni probabilità (e con ogni speranza) questa dovrebbe essere l'ultima missione dei ragazzi di stanza a Trento nel Teatro operativo di Herat.
La missione in Afghanistan infatti dovrebbe terminare alla fine del 2014 e queste, a Dio piacendo, dovrebbero essere le ultime foto.

Questa mattina, presso la base Camp Arena di Herat, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento alla guida della Task Force Genio.
Alla presenza del comandante del Regional Command West, generale di brigata Ignazio Gamba, il colonnello Giovanni Fioretto, comandante del 2° reggimento genio guastatori di Trento, ha passato le consegne al colonnello Bruno Pisciotta, comandante del 4° reggimento genio guastatori di Palermo.
  
 
 
Durante il semestre operativo appena concluso, le compagnie guastatori della Task Force Genio sono state distaccate presso le basi di Herat, Shindand, Farah e Bala Boluk, con il compito di garantire la mobilità delle truppe della coalizione ISAF e delle Forze di sicurezza afghane, contrastare la minaccia rappresentata dagli ordigni esplosivi improvvisati (IED), potenziare il livello di protezione delle basi e contribuire allo sviluppo delle capacità militari dei genieri afghani al fine consentirne la piena autonomia operativa.
A partire dal 22 marzo scorso i genieri del 2° guastatori hanno effettuato centinaia di attività di Route Clearance (ovvero di controllo e bonifica degli IED lungo i principali itinerari stradali). 

 
 
I team di specialisti nella bonifica degli IED hanno condotto ben 73 interventi che hanno portato al ritrovamento e alla neutralizzazione di un cospicuo numerico di IED e ordigni inesplosi.
I team cinofili hanno operato sia all’interno delle basi, dove hanno controllato tutti i veicoli in ingresso, che nella maggior parte delle attività operative esterne.
Infine, a seguito delle 28 attività di raccolta di elementi investigativi effettuate sugli ordigni rinvenuti, è stato possibile contrastare efficacemente la rete di produzione e rifornimento degli IED posta in opera dalle organizzazioni estremiste.
 

 
Nel quadro delle attività volte alla completa professionalizzazione delle forze di sicurezza afghane, i genieri del 2° Reggimento di Trento hanno organizzato e svolto 54 corsi: nello specifico ben 1.036 tra militari dell’esercito e agenti delle varie specialità della polizia afghana hanno partecipato a corsi di diversa tipologia e complessità migliorando sensibilmente le proprie specifiche competenze nella lotta agli ordigni improvvisati.
In tale contesto rientra anche l’inaugurazione del C-IED Indoor Training Building, una struttura coperta dove è stato fedelmente riprodotto l’ambiente operativo afghano, che verrà utilizzato per l’addestramento del personale impiegato sul terreno su tutte le procedure da utilizzare per mitigare e rispondere alla minaccia rappresentata dagli IED.
 

 
Infine, nel campo della cooperazione civile-militare i genieri del 2°, grazie a fondi stanziati dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla sezione trentina dell’Associazione Nazionale Alpini, hanno finanziato la costruzione di due pozzi nel distretto di Shindand, il completo ripristino di un edificio della Courthouse e delle facciate del Department of Women’s Affairs di Farah, danneggiati a seguito dell’attentato dello scorso 3 aprile, nonché donato alcune attrezzature informatiche all’orfanotrofio di Herat.
Nel corso della cerimonia, il comandante del Regional Command West, generale di brigata Ignazio Gamba, ha sottolineato l’importanza della lotta agli IED per rendere più sicura la regione e proteggere la popolazione civile afghana evidenziando che «se oggi le forze di sicurezza afghane sono in grado di condurre attività di Counter-IED in autonomia è anche grazie alla professionalità e l’impegno da voi profusi durante questi 6 mesi di impegnativo lavoro».
 

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