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Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti in Afghanistan

A Herat tra i militari del nostro contingente per conoscere le autorità locali

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Con la resa degli onori militari sulle note di «Dimonios» - il celebre inno della brigata Sassari - e la deposizione di una corona al monumento ai 53 soldati italiani Caduti nel corso della missione Isaf, è cominciata stamane a Herat la visita del ministro della Difesa Roberta Pinotti al contingente italiano in Afghanistan.
Il ministro Pinotti, accompagnato dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale Claudio Graziano, è stato accolto ieri al suo arrivo dall’ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti (foto seguente), dall’Italian Senior Representative (la massima autorità militare italiana presente nel teatro operativo afghano), generale Antonio Satta e dal generale Manlio Scopigno, comandante del Train Advise Assist Command West, il comando multinazionale ed interforze di Isaf su base brigata Sassari, schierato nella regione occidentale del Paese.  
 

  
Sempre ieri, il ministro della Difesa ha incontrato il governatore della provincia di Herat e i vertici delle forze armate afghane della regione ovest i quali, anche a nome del ministero della Difesa afghano, hanno espresso profonda gratitudine nei confronti del Governo italiano per l’attività di formazione e di addestramento svolta nei confronti delle forze di sicurezza afghane, il supporto fornito nella condotta delle operazioni, specialmente in occasione dello svolgimento della fase elettorale, e per l’importante opera di ricostruzione e sviluppo realizzata in questi anni nella provincia di Herat.
 
Stamane, invece, il ministro della Difesa ha preso parte ad una riunione informativa sui progressi della missione e sulle prospettive inerenti al ballottaggio per l’elezione del successore del Presidente Karzai.
Il titolare della Difesa ha poi incontrato Maria Bashir, procuratore capo della provincia di Herat (foto seguente), prima donna a ricoprire tale incarico in Afghanistan, da anni in prima linea nella lotta all’illegalità e per l’affermazione dei diritti delle donne. 
 

 
Al centro dei colloqui, i passi in avanti compiuti dalle donne nella società afghana come dimostra l’alta percentuale di coloro che si sono recate in massa alle urne per esercitare il proprio diritto di voto nell’auspicio che il futuro Presidente dell’Afghanistan, con l’aiuto della comunità internazionale, sappia dare risposte concrete ai reali bisogni del Paese.

Successivamente, il ministro ha salutato i militari di tutte le specialità delle Forze Armate italiane schierati nella piazza Italia di Camp Arena ai quali ha manifestato l‘apprezzamento e la gratitudine del Governo, del Parlamento e del popolo italiano « per lo straordinario impegno, professionale ed umano, profuso in Afghanistan».
«Una missione che nel tempo si è evoluta ma che è sempre stata caratterizzata da storie di persone capaci di consolidare sentimenti di profonda vicinanza e fratellanza tra il popolo afghano e il popolo italiano.
«L’Italia – ha aggiunto il ministro – è orgogliosa di voi. Siete la miglior carta d’identità del nostro Paese all’estero.»

  

 
Nel sottolineare i tratti distintivi dell’operato dei soldati italiani, il ministro ha affermato che «il contingente italiano può guardare con soddisfazione al successo della delicata fase elettorale svoltasi nella propria area di responsabilità».
«In questa fase, niente affatto priva di rischi, le forze armate afghane hanno svolto un lavoro egregio sotto il profilo della sicurezza, come testimoniano i dati relativi all’alta percentuale di votanti, il 58% degli aventi diritto al voto, contro il 31% del 2009.
«Un risultato straordinario se si pensa che ben il 44% è stata la percentuale di donne che si sono recate alle urne.» 

In merito a una possibile, futura presenza militare italiana al termine della missione Isaf, con la formazione del nuovo esecutivo, sarà possibile affrontare le questioni ancora aperte, quali le firme dell’accordo bilaterale con gli Stati Uniti e del SOFA (Status Of Force Agreement) con la Nato, indispensabili cornici giuridiche per la permanenza delle nostre forze dopo il 2014, seppur largamente ridotte nei numeri e con compiti solamente addestrativi e di formazione.
Durante la visita il ministro ha incontrato anche alcune rappresentanti dell’imprenditoria femminile di Herat che, all’interno della base, hanno allestito una mostra espositiva di prodotti caratteristici dell’artigianato locale, realizzati anche grazie ai numerosi progetti di microcredito avviati negli anni dal Provincial Reconstruction Team italiano.
  

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