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Afghanistan: firmato l’accordo di sicurezza con USA e NATO

L’accordo firmato dal nuovo governo di Kabul porterà a una riduzione e un conseguente ridispiegamento delle forze armate occidentali, tra le quali l’Italia

Lo scorso 30 settembre il nuovo governo afghano ha acconsentito a firmare gli accordi di sicurezza con Stati Uniti e NATO necessari a definire la permanenza delle truppe internazionali nel Paese a partire dal 2015, rispettivamente il Bilateral Security Agreement (BSA) e il NATO SOFA.
La firma degli accordi, giunta il giorno successivo all’insediamento del nuovo esecutivo, è stata accolta con grande favore sia da Washington sia da Bruxelles, per i quali la continua procrastinazione, in questi mesi, della definizione dei due accordi ha comportato un considerevole ritardo nella pianificazione del programma di ridispiegamento delle proprie Forze.
Secondo quanto definito, dovrebbero essere circa 13.000 i militari stranieri che resteranno in Afghanistan nei prossimi mesi.
 
Gli Stati Uniti manterranno una Forza di circa 9.800 uomini che dovrebbe essere progressivamente ridimensionata nel corso dei tre anni successivi: nel 2016 il numero degli effettivi dovrebbe essere dimezzato e ridispiegato esclusivamente tra la base di Bagram e Kabul, per arrivare ad un contingente di circa un centinaio di uomini all’interno dell’Ambasciata americana nella capitale.
Saranno invece all’incirca 3.000 gli uomini messi a disposizione dai Paesi NATO che hanno deciso di aderire a Resolute Support (tra cui anche l’Italia), la nuova missione di addestramento e advisoring in supporto alle Forze di sicurezza afghane.
La decisione di procedere alla ratifica di BSA e NATO SOFA sembra essere un importante segnale da parte del nuovo governo sia della volontà di ricucire i rapporti con i Paesi Occidentali, in primis con gli Stati Uniti, sia della consapevolezza della degenerazione delle condizioni di sicurezza che il Paese si trova a dover affrontare.

Nelle ultime settimane, infatti, attentati condotti contro obiettivi istituzionali e militari afghani hanno provocato decine di vittime (vedi nostro servizio), mentre una vasta offensiva ha inoltre permesso ai talebani di prendere il controllo della provincia di Ghazni, zona strategica nel sud-est del Paese.

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