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Intensificati gli scontri tra militanti dell'ISIS e combatenti talebani

L'abbandono dell'Afghanistan da parte delle forze armate internazionali, previsto per il 2017, fa temere per i possibili scenari che vanno delineandosi

Tra il 10 e l’11 Febbraio si sono registrati diversi scontri tra militanti dell’ISIS e combattenti talebani nella provincia orientale di Nangarhar al confine con il Pakistan e nella regione di Paktika che ha causato morti e feriti di entrambe le fazioni.
A causa della crescente tensione nelle aree suddette, centinaia di famiglie sono state forzate ad abbandonare le proprie case.
Le provincie occidentali e settentrionali dell’Afghanistan dalla fine del 2014 e gli inizi del 2015 stanno diventando un terreno di scontro tra i presunti seguaci di al-Baghdadi e i talebani legati al leader Mansoor, la cui personalità divide le stesse forze dei ribelli.
Nominato in seguito all’annuncio della morte dello storico leader talebano, il Mullah Omar, Mansoor non è stato riconosciuto in modo trasversale all’insorgenza.
 
La contrarietà di alcuni comandanti talebani alla scelta della nuova leadership ha così provocato una profonda spaccatura all’interno del gruppo, nonché una sempre maggior concorrenza tra le diverse fazioni  per l’affermazione del proprio potere sul territorio.
Tale dialettica ha portato alcuni gruppi talebani ad ingrossare i ranghi del gruppo affiliato al Califfato, nella speranza di trarre risorse e, soprattutto, popolarità da spendere per il rafforzamento della propria influenza.
Questa conflittualità interna al panorama dell’insorgenza ha inevitabilmente peggiorato le già precarie condizioni di sicurezza interna e ha messo in evidenza come sia le Forze di sicurezza nazionali (Afghan National Security Forces, ANSF), sia le autorità di Kabul non siano in grado di rispondere con efficacia alla crescente minaccia talebana.
 
Gli sforzi per la ricostruzione nazionale durati 15 anni sembrano essere già vanificati poiché la situazione attuale dell’Afghanistan si presenta particolarmente fragile.
Dal 2013 i talebani sono riusciti a riprendere il controllo di molte regioni dell’area meridionale e orientale del Paese tra cui la più grande provincia afghana, quella di Helmand, ad est della città di Kandahar.
Nonostante in questa regione le ANSF possano ancora contare sulla collaborazione con alcune unità delle Forze speciali sia statunitensi sia inglesi nella lotta all’insorgenza, i militanti continuano ad avere il controllo della maggior parte dei distretti.
In questo contesto, l’abbandono graduale delle forze internazionali previste per il 2017, fanno temere per i possibili scenari del Paese che sembra poter tornare a dividersi socialmente su base etnica e tribale, dunque generando un nuovo conflitto civile.

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