Home | Esteri | Caraibi | Una vela trentina nel mar dei Caraibi – Diario di uno skipper/ 2

Una vela trentina nel mar dei Caraibi – Diario di uno skipper/ 2

Chi è Erio Volpi, cosa è la sua barca, qual è la sua strumentazione

image

Lo skipper

Erio Volpi è nato a Trento e ha lavorato tutta la vita per la Provincia autonoma di Trento, che ha lasciato dolo per andare in pensione, dopo essere stato dirigente impegnato in attività legate all'ambiente.
Da sempre amante del mare, è bagnino, istruttore di subacquea e dotato di patente vela e motore oltre le sei miglia.
Ha iniziato con un gommone, poi è passato alla barca a vela e, compatibilmente con le proprie disponibilità finanziarie, ha cambiato barca fino ad arrivare a quella di dimensioni giuste per andare al di là dell'oceano Atlantico.
Ha navigato in lungo e in largo il mar Mediterraneo per una vita, nell'intento di portare la barca ai Caraibi non appena andato in pensione.
Cosa che ha fatto tre anni fa.

Nei riquadri, le informazioni di base sullo skipper, la barca e attrezzature.

La barca
La barca si chiama OVILAVA è il nome romano della città austriaca WELLS, vicino a Salisburgo, città del proprietario precedente.
La barca dell'attraversata si chiama Ovilava, che il nome romano della città austriaca Wells, vicino a Salisburgo, città del proprietario precedente.
Contrariamente a quanto scritto nel nostro articolo di introduzione, è un cutter e non uno sloop.
«Lo sloop - ci ha scritto Volpi dopo averlo letto -a prua ha una sola vela,il genoa, mentre il cutter ha genoa e trinchetta come la mia. Entrambi hanno un solo albero.»
La lunghezza esatta è 44,6 piedi, pari a circa 13,5 metri [avevamo scritto 13 - NdR].
La si vede nella foto fatta da un elicottero nel corso della «barcolana» del 2006.
In realtà, prima di salpare per l'Atlantico, ha cambiato il sistema di vele. La randa non è più avvolgibile e c'è la trinchetta in più. Con ogni probabilità sono particolari che sfuggono. Ma dato che tra i lettori ci sarà più di un velista incallito, abbiamo preferito precisarlo.

La strumentazione
Di notte lascio accesi gli strumenti, il pilota automatico e le luci di navigazione a led che non consumano niente.
Il pilota automatico è il maggior energivoro. Grande consumatore di corrente lo sarebbe anche il computer, che ha il programma di navigazione, con carte nautiche digitali, ma lo accendiamo una volta al giorno giusto per un controllo incrociato con il GPS di navigazione.
In oceano tengo il radar spento, mentre uso il radar detector, che mi avverte quando sono battuto da un altro radar. Allora accendo il radar per seguire l'incrocio con la nave.
La strumentazione è quella abbastanza standard di una barca a vela: log (che è contamiglia e misuratore di velocità sull'acqua) anemometro, ecoscandaglio, GPS (dà posizione, velocità al suolo, direzione da seguire ecc.), radar detector, radar, autopilota.
Per le meteo navtex e per la comunicazione di soccorso, uso il satellitare, epirb, e non VHF. Non ho la SSB a onde corte.
Per navigare, usiamo una volta al giorno il computer col programma di navigazione e le carte nautiche digitali, per il resto della giornata usiamo carte nautiche tradizionali.



Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni

I miei cammini

di Elena Casagrande