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Merano e Rovereto celebrano l’autonomia con la musica

L’Orchestra di fiati dell’Euregio ha eseguito brani composti per il 50° dello Statuto

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I direttori dell'orchestra, il compositore Tobias Psaier, i presidenti Mattei e Kaswalder.

L’Orchestra di fiati dell’Euregio, tutta composta di giovanissimi (e davvero valenti) musicisti tirolesi, sudtirolesi e trentini. Composizioni orchestrali scritte appositamente per celebrare il 50° del Secondo Statuto regionale di Autonomia, che cade quest’anno. Un concerto infine – sabato al Kursaal di Merano, ieri sera al teatro Zandonai di Rovereto – per eseguire le più belle opere, premiate al termine della selezione condotta da una giuria altamente qualificata.
Sono questi gli ingredienti dell’eccellente iniziativa culturale voluta dal Consiglio provinciale di Bolzano e fattivamente sostenuta dal Consiglio provinciale di Trento.
«Musica per l’Autonomia-Musik fűr Autonomie» ieri sera ha celebrato quindi in particolare Memoria dignum, lo spartito di Tobias Psaier, compositore e polistrumentista di Tiso, in Val di Funes. Un’opera gradevolissima, che miscela in modo rapsodico melodie tipicamente tirolesi ma anche temi musicali della musica popolare italiana, tedesca e ladina.
 
La composizione inizia con un preludio moderato, che abbozza motivi armonici e melodici; la seconda parte, invece, è più movimentata, con colpi di sparo che introducono il tema della guerra e delle famose Opzioni del 1939; la terza, più lenta, rappresenta il lutto e la riflessione, e pone in discussione le decisioni prese; dopo un intermezzo strumentale, segue la quarta parte, in cui si affronta il tema dei contrasti e degli opposti, che si conclude però con un accordo e con un finale grandiosi.

La première dell’opera, che sarà ora a disposizione delle bande musicali dell’Euregio in modo che possano suonarla in ogni occasione ufficiale, è stata eseguita con successo in entrambe le occasioni. A sorprendere è stato l’alto livello peraltro di tutti i brani premiati, quindi anche Esse (il verbo latino) di Marcello Fera e Cincanta (50) di Ivan Marini. L’orchestra che ha interpretato lecomposizioni – proseguendo poi con alcuni altri pezzi di autori famosi, come Prokofiev - è stata diretta dai maestri Johann Finatzer, Franco Puliafito e Wolfram Rosenberger. La serata ha offerto un non frequente momento di orgoglio territoriale, bello è stato ascoltare – tutti in piedi - l’Inno all’Europa e gli Inni del Trentino e del Tirolo.
 
A rendere possibile l’evento è stata anzitutto Rita Mattei, presidente dell’assemblea legislativa di Bolzano. «I giovani ci proiettano nel futuro – ha detto, salutando e ringraziando - e gli spartiti ci permettono lasciare un segno permanente nella storia». «Autonomia ed Europa sono due concetti strettamente legati: non solo l’Autonomia delle nostre Province e della nostra Regione non sarebbe stata possibile senza il confronto tra Italia e Austria, ma l’apertura dei confini interni all’Europa l’ha resa ancora più solida e concreta, permettendo lo sviluppo di un’Europa delle Regioni più attenta alle esigenze delle minoranze e dei territori».
 
«Il presidente trentino Walter Kaswalder a sua volta si è rivolto al pubblico in sala sia a Merano sia ieri sera a Rovereto, esprimendo un auspicio: che le celebrazioni del 50° - ha affermato – servano a rafforzare in concreto l’autonomia speciale, i rapporti tra quella altoatesina/sudtirolese e quella trentina, le interrelazioni fra Trento, Bolzano e Innsbruck. Da 30 anni cooperiamo a livello transfrontaliero con il Dreier Landtag, da 10 anni la collaborazione avviene anche a livello di poteri esecutivi mediante il Gect Euregio. È quanto mai desiderabile, allora, che queste virtuose esperienze vengano portate dentro la carta statutaria e ottengano un riconoscimento anche a livello costituzionale, da parte dell’Austria e infine della cornice europea. È nostro dovere infatti non solo festeggiare il mezzo secolo dello Statuto, ma pensare – guardando al futuro – anche a una sua terza stesura o comunque alla sua necessaria manutenzione».
 
A Merano ha portato un saluto anche il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, mentre ieri sera allo Zandonai c’era il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, che ha salutato il pubblico spezzando una lancia per un’autonomia capace si sviluppare nei territori – come quello lagarino - cultura, cooperazione, innovazione, impresa.
L’evento è stato organizzato con la partnership principale dell’Euregio, con realizzazione artistica affidata a Südtiroler Künstlerbund, Fondazione Haydn, Verband Südtiroler Musikkapellen e Conservatorio «Claudio Monteverdi» di Bolzano. L’opera vincitrice è stata selezionata tra le 10 pervenute dalla giuria composta da Manuela Kerer, Eduard Demetz (Conservatorio Monteverdi), Thomas Ludescher, Meinhard Windisch, Johann Finatzer (Verband Südtiroler Musikkapellen) e Gianni Olivieri (Fondazione Haydn).

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