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Signora fotograf(i)a. Collezioni storiche dell'Euregio

Una mostra in 5 città del Gect: per la prima volta insieme gli archivi fotografici di Trento, Lienz, Innsbruck, Brunico, Bolzano

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Cascata - F.lli Pedrotti.

Signora fotograf(i)a. È questo il titolo scelto per la mostra in cinque sedi realizzata nell’ambito del progetto interregionale Italia-Austria «Argento vivo», per la prima volta esteso anche al Trentino, grazie alla collaborazione e al contributo della Provincia autonoma di Trento.
In particolare, l’iniziativa si sviluppa tra Lienz, Innsbruck, Brunico e Bolzano (18 maggio – 30 giugno 2019), trovando completamento a Trento (24 maggio – 27 luglio 2019), con l’obiettivo di valorizzare la fotografia storica in quanto specchio di trasformazioni culturali e tecniche e parte integrante del patrimonio culturale.
Il progetto è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Katia Malatesta (coordinatrice locale, Soprintendenza per i beni culturali Provincia Autonoma di Trento), Verena Malfertheiner (referente progetto interregionale «Argento vivo»), Franco Marzatico (soprintendente per i beni culturali Provincia autonoma di Trento), Gigliola Foschi (coautrice e storica della fotografia), Giusi Campisi e Luca Bertoldi (curatori della mostra).
 
In ogni città, la selezione delle fotografie, sempre diversa, affianca esemplari provenienti da tutte le istituzioni coinvolte.
Trova così espressione la ricchezza dei numerosi archivi fotografici qui uniti in un inedito percorso di collaborazione, con precisi rimandi alla materialità delle raccolte e alle pratiche archivistiche.
Il progetto espositivo si collega inoltre alle ricerche ancora in corso sulla costruzione delle identità femminili e la presenza delle donne nella storia della fotografia, nel periodo compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la stagione tra le due guerre mondiali, quando i territori del Tirolo storico, divisi tra Italia e Austria, conobbero diversi destini.
Per le donne furono anni di cambiamenti e conquiste, ma anche di ritardi, persistenze e involuzioni, documentati e riletti con diversi focus nelle cinque città partner.
 

SEtaff - J.Ladstätter.
 
Presso la Spitalskirche di Lienz (Le età della donna), una scelta di ritratti in atelier e fotografie vernacolari documenta i riti di passaggio, quelle tappe fondamentali di costruzione identitaria che scandiscono le fasi dell’esistenza delle donne in tutte le classi sociali.
Gli scatti in mostra al Museo Civico di Brunico (Lavoro) seguono il mutamento, più o meno evidente, delle professioni e delle attività femminili, dall’agricoltura alla meccanizzazione e al terziario.
L’esposizione al Museo Civico di Bolzano (Atelier) si concentra sulla produzione dei fotografi d’atelier e degli ambulanti, e sui rispettivi contributi allo sviluppo, non privo di contraddizioni, della rappresentazione del femminile.
La Zeughaus di Innsbruck (Fotografe) dà invece spazio alle donne dietro l’obiettivo, con opere di Maria Egger, Trude Fleischmann, Erika Groth-Schmachtenberger, Erika Ketzler e di Catina Unterweger.

Elfriede - A. Kneussl.

È infine dedicata agli Stili di vita la sezione trentina, che sarà inaugurata il prossimo venerdì 24 maggio, alle ore 17.30, con il coordinamento locale della Soprintendenza per i beni culturali e il sostegno del Servizio attività culturali.
Grazie alla collaborazione della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, sarà la prestigiosa cornice di Palazzo Roccabruna ad accogliere il percorso tra le espressioni fotografiche di ciò che oggi chiamiamo «tempo libero», in relazione con le nuove libertà, reali e/o illusorie, sperimentate dalle donne nel corso di una storia che coinvolge il corpo e il mutevole concetto del pudore.
Speciale attenzione sarà dedicata a quel peculiare dispositivo di autorappresentazione e conservazione della memoria che è l’album fotografico.
 
Alle immagini si aggiungerà un montaggio video dedicato alle donne nei filmati storici dei F.lli Pedrotti, che dalla fine degli anni Venti si distinsero nei campi della musica, dell’alpinismo, della fotografia e del cinema di montagna; l’elaborazione, a cura di Format – Centro audiovisivi per l’Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento, si segnala tra l’altro per le rare immagini di sciatrici su pendii ancora privi di impianti di risalita.
A Trento l’esposizione resterà aperta fino al 27 luglio 2019 con orario: mar-mer 10-17, gio-ven 10-20, sab 17-20.
Ai primi 10 visitatori che completeranno la visita di tutte le sedi della mostra, l’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi offrirà gratuitamente il museum pass e l’occasione di approfondire la conoscenza delle attrazioni culturali trentine (Info: Ufficio turistico di Trento, P.za Dante 24, Tel. 0461.216000, info@discovertrento.it).
Nell’occasione della mostra, Palazzo Roccabruna ospiterà anche un calendario di iniziative collaterali, con proposte laboratoriali a cura dell’Ufficio per il sistema bibliotecario trentino PAT e la presentazione del volume miscellaneo in cui sono approfonditi i temi dell’esposizione.

Maria Marcolla - Waldmüller.

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