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Sciagura di Beirut, i morti salgono a 135, i feriti 5.000

Si muove il mondo per soccorrere il Libano. Il Ministero della Difesa mette a disposizione due velivoli

A 24 ore dalla tragica serie di spaventose esplosioni che hanno distrutto la capitale del Libano, le cifre diventano sempre più drammatiche.
Mi morti accertati sono saliti a 135, mentre i dispersi sono decine. I feriti sono quantificati in 5.000 persone. Sono 300.000 gli sfollati che hanno lasciato la città per via del pericoloso inquinamento dell’aria generato dall’esplosione.
Amnesty International stima che i bambini senza una casa siano almeno 100.000.
 
Si è immediatamente mobilitata la comunità internazionale per inviare al più presto aiuti umanitari e il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha immediatamente messo a disposizione della Protezione Civile, per il tramite del Comando Operativo di Vertice Interforze dello Stato Maggiore Difesa, due velivoli C-130J dell’Aeronautica Militare.
I velivoli, appartenenti alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, decolleranno nelle prossime ore, come da ordine del Comando delle Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico, con a bordo un team composto da Vigili del Fuoco e personale dell’Esercito Italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare).
Una seconda missione è prevista per domani, dedicata al trasporto di materiale umanitario e medico.
 
Il 7° Reggimento Difesa CBRN «Cremona» è il reparto dell’Esercito deputato ad assolvere compiti in materia di difesa specialistica CBRN (Chimica, Batteriologica, Radiologica, Nucleare).
Sul territorio nazionale, così come in tutti i teatri operativi in cui sono impiegate le Forze Armate italiane, assetti specialistici del 7° garantiscono le attività peculiari di rivelazione, identificazione, campionamento e decontaminazione.
 
Il C-130J, in dotazione alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, è un velivolo da trasporto di personale, materiali e mezzi, spesso utilizzato anche in attività di supporto a favore della collettività, come nel caso di trasporti sanitari d'urgenza, di pazienti in imminente pericolo di vita, che richiedono l'imbarco di una ambulanza o in bio-contenimento.
Questi velivoli sono stati utilizzati recentemente anche per il trasporto di materiale sanitario in tutto il Paese, nonché per il trasporto di aiuti umanitari in Paesi colpiti da calamità, come ad esempio nel caso dell’Ucraina, a seguito dell’alluvione di giugno, per citare solo il caso più recente.

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