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Sicurezza italiana durante il meeting mensile tra Israele e Libano

Attraverso questi incontri bilaterali si discutono e risolvono temi molto spesso legati alla sicurezza o alla definizione di un nuovo punto di confine

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I caschi blu italiani che garantiscono la sicurezza durante il tripartite meeting (Israele – Libano – UNIFIL), hanno organizzato oggi presso il crossing point di Al Naquora il punto di attraversamento e di incontro tra il Libano e Israele.
Il personale del 7° Reggimento Bersaglieri della Brigata Pinerolo è intervenuto per proteggere la base in cui si è svolto l’incontro.
 
Uno squadrone dell’8 Reggimento Granatieri di Sardegna ha pattugliato l’area circostante la base.
Il controllo preventivo dell’area è stato invece condotto dalle unità cinofile dell’Esercito specializzate nell’individuazione di ordigni esplosivi.
 
I colloqui generalmente avvengono con cadenza mensile. Attraverso questi incontri bilaterali, mediati dal comandante di UNIFIL, Generale di Divisione Paolo Serra, si discutono e risolvono temi molto spesso legati alla sicurezza.
 
Di questi incotnri abbiamo già parlato nelle corrispodnenze di guerra dal Libano, ma questa è la prima volta che l'Unifil ci autorizza a parlarne.
Sono momenti di particolare significato, anche se sempre carichi di tensione, perchè è l'unico punto di incontro tra le parti in causa.
 
La riuscita diplomatica di contatti che avvengono esclusivamente tra militari è uno dei tanti esempi di come il nostro Paese, anche se in divisa, riesce a non perdere mai di vista gli obbiettivi di pace per cui sono stati incaricati dall'ONU.
 
Tecnicamente le due parti in causa si fronteggiano, girando la spalle al proprio Paese. Parlano per interposta persona, ovvero tramite i nostri militari. L'aergomento per cui si tratta sono i posizionamenti dei nuovi Piloni Blu, che segnano il confine definitivo tra Libano e Israele e che verranno posi in opera dai militari italiani. 

Un aneddoto. Accadde una volta che una delegazione non volle bere acqua minerale perché la sorgente era di probabile provenienza nemica. Da quella volta gli Italiani portano acqua minerale San Benedetto, nome certamente né musulmano né israeliano perché riportante il nome di un santo...

La foto è di repertorio, ma è stata scattata da noi.

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