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Libano: non abbiamo sbarcato solo armi, ma anche cultura

I caschi blu italiani a sostegno del patrimonio archeologico del sud del libano

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Foto l’Adigetto.it e Unifil.

Avevamo visitato il sito archeologico di Tiro nel 2011, nel corso della nostra missione giornalistica in Libano, presso la base militare italiana di Shama, la cui missione ONU (UNIFIL) è finalizzata volta a costruire un confine condiviso e una una durevole pace con Israele.
Il sito archeologico è uno spettacolo, perché conserva le vestigia più importanti della sua storia, il periodo della civiltà romana.
Il sito, nonostante la sua maestosa importanza e la protezione dell’Unesco che ne ha fatto Patrimonio dell’Umanità, non è ben conservato.
Per questo la notizia che i nostri soldati abbiano attivato una serie di iniziative volte al recupero del sito archeologico ci ha fatto molto piacere.



I caschi blu italiani della missione UNIFIL hanno completato un progetto volto al recupero e mantenimento infrastrutturale dei siti archeologici di epoca romana dislocati nella città di Tiro.
L’intervento di recupero e implementazione delle infrastrutture del sito ha permesso di dotare le due principali aree archeologiche della città libanese di nuovi ed efficienti camminamenti, corredati da toponomastica tematica e ripartizione delle aree di transito dei visitatori, che potranno sin da ora visitare le nuove aree dei siti nominati patrimonio dell’UNESCO già nel 1984.
I militari italiani del settore tecnico/logistico dell’unità di manovra Italbatt, attualmente su base Nizza Cavalleria, hanno realizzato i lavori di recupero.
 

 
Il reggimento Nizza Cavalleria è ora al comando del colonnello Massimiliano Quarto, che all’epoca della nostra missione era tenente colonnello e comandava un battaglione dello stesso.
Lo vediamo nella foto qui sopra, scattata nel 2011, e nella foto seguente, scattata oggi nel corso della cerimonia di inaugurazione.
 

 
Lo sforzo dei Caschi blu italiani a sostegno della conservazione del patrimonio archeologico della Città di Tiro è stato particolarmente apprezzato e riconosciuto dalle autorità libanesi intervenute all’inaugurazione, tra cui il sindaco della città di Tiro, Mr. Hassan Dbouk, e il Presidente delle Municipalità, Mr. Al Houssayini.
L’apertura delle nuove aree del sito visitabili al pubblico è stata accompagnata dalle melodie della fanfara della Taurinese e dalla presenza di numerosi studenti delle scuole primarie e delle università della città.
 

 
Nei mesi scorsi il contingente italiano, composto quasi totalmente dal personale della Brigata Alpina Taurinese, ha coordinato con le autorità locali e le Forze Armate Libanesi numerose attività volte al recupero e controllo dei siti archeologici di Tiro e di altre aree d’interesse storico del sud del Libano.
La sensibilità italiana verso la protezione del patrimonio culturale libanese ha attratto numerosissimi consensi riuscendo a generare forti entusiasmi e nuovo sviluppo turistico/commerciale.
 

 
Le aree interessate ai progetti sono il sito di Al-Bass, comprendente un’estesa necropoli con centinaia di sarcofagi e complessi tombali, un arco trionfale, un acquedotto e il secondo ippodromo più grande e meglio conservato al mondo, e Tiro città, dove si possono ammirare mosaici e strade lastricate di marmo, colonnati, bagni pubblici, un intero quartiere residenziale, un’arena rettangolare unica nel suo genere. I siti risalgono al periodo romano e bizantino tra il II e il VI secolo d.C., anche se sotto il sito di Tiro Città sono stati ritrovati resti risalenti alla civiltà fenicia. 
 
 

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