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Giappone, un viaggio sorprendente/ 6 – Di Luciana Grillo

Verso sud: Hososhima – Siamo incantati da tanta bellezza, da un silenzio profondo

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Link alle puntate precedenti.
 
Questo è il Giappone inatteso, piccoli centri abitati, niente grattacieli, natura incontaminata e selvaggia, mare blu, scogliere alte e frastagliate: percorriamo una strada che costeggia il mare, tagliata nelle rocce prive di vegetazione; siamo nel Nippo-Kaigan Quasi National Park e in cima a Cape Hyuga, raggiungiamo Umagase e camminiamo in viottoli a picco sul mare: la scogliera è alta circa 70 metri, il mare si insinua, diventa una striscia sottile, una specie di fiordo laggiù, lontano e affascinante.
Siamo incantati da tanta bellezza, da un silenzio profondo. Raggiungiamo poi la cosiddetta «Croce del mare» – Kurusu no Umi – dove a causa dell’erosione le rocce sembrano incrociarsi nel mare.
 
C’è un sentiero stretto e ripido che conduce al mare e che finisce in una grotta dove porte di pietra fanno pensare a un antico tempio.
L’unico rumore che si sente è quello del mare. Qualcuno si addentra nella grotta, ma io sono affascinata dalle piccole onde che bagnano ritmicamente i piedi della porta.
Certamente si venerava qui, in tempi lontani (la guida parla del 1500/1600), un qualche dio del mare.
 

 
Un altro tempio ci attende, più in alto ma sempre di fronte al mare, è l’Omi shrine: porte, colonne, pietre. Suggestivo. E poi, salita al faro, bianco e maestoso.
Camminiamo tutti lentamente per gustare i luoghi e la loro atmosfera, anche perché è un po’ faticoso salire e scendere. Ma ne vale la pena.
Qui non esiste la frenesia delle città, tutto sembra rallentato, c’è un ritmo pacato che ci accompagna, anche nel piccolo market dove ci infiliamo alla ricerca di souvenir.
 
I commessi non sono abituati ai turisti, offrono specialità alimentari da degustare, sono gentili ma disorientati da noi che vogliamo comprare magneti e altre amenità.
Ci offrono il wifi free, ma la copertura funziona male, con discontinuità.
Torniamo sulla nave con un senso di pace, appagati dal contatto con una natura che mi ha fatto pensare all’Europa, al canale di Corinto, alle scogliere a picco sul mare della Liguria, della Costiera amalfitana, della mia amata Maratea.

Luciana Grillo
(Continua)


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