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Le due sentenze opposte della Corte di Giustizia di Parigi

Il terrorista del Bataclan è stato condannato all’ergastolo. Ai terroristi italiani autori dei delitti degli anni Settanta negata l'estradizione

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I terroristi condannati in Italia ma a piede libero in Francia.

Il Palazzo di giustizia di Parigi si è trovato oggi a dover prendere due decisioni estremamente importanti.
La prima riguardava il processo a Ad Abdeslam, uno dei terroristi autori della strage del Bataclan. L’unico a essere rimasto vivo dei 10 componenti del commando.
Con lui sono stati processati altri fiancheggiatori, ma ovviamente la pena maggiore è stata comminata all’Abdeslam: ergastolo senza possibilità di sconto pena.
La sua difesa consisteva nel «non aver ucciso nessuno». Indossava anche lui il giubbotto esplosivo, che però non era saltato.
La tesi era che alla fine non se l’era sentita di uccidere tanti ragazzi innocenti. La perizia invece aveva stabilito che il meccanismo d’innesco era difettoso.
Anche senza la sua esplosione, i morti quella sera furono 130 e i feriti 413.
 
La seconda sentenza emessa dalla Corte francese ci riguardava da vicino. I giudici dovevano stabilire se dovesse essere concessa o meno l’estradizione dei terroristi che negli anni Settanta si erano macchiati di sangue in una serie di attentati in Italia.
Sorprendendo gli stessi avvocati difensori, la Corte ha negato l’estradizione.
La motivazione, che verrà capita meglio quando verrà depositata la sentenza, dovrebbe riferirsi al fatto che i terroristi furono condannati dai tribunali italiani «in contumacia».
Sappiamo che le sentenze vanno rispettate, anzi eseguite. Però possono essere criticate, è il nostro lavoro.
Pare impossibile che esistano in Europa paradisi per criminali veri e propri. Non è una questione di civiltà, dato che proprio loro si comportarono in maniera assolutamente incivile.
Insomma, solo Cesare Battisti è finito in galera. E magari, se fosse rimasto in Francia, sarebbe ancora a piede libero anche lui.

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