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Al Festival: «Il diritto della donne ad avere una proprietà»

Secondo la professoressa Raquel Fernández dipende da fertilità e ricchezza

Le donne non hanno conquistato i loro diritti, bensì si è trattato di una concessione graduale degli uomini di fronte al calo della fertilità e all'aumento della ricchezza.
È questa la tesi sostenuta dalla professoressa della New York University, Raquel Fernández oggi al Festival dell'Economia di Trento.
A introdurre c'era Roberta Carlini, giornalista: «Quando sei giovane ti tirano su per fare quello che faceva tuo padre, diceva una famosa canzone di Bruce Springsteen, ma oggi i tempi sono cambiati, la mobilità sociale delle donne è l'unica rivoluzione promessa nel corso del secolo scorso che è stata realizzata; se guardiamo alla parabola madri-figlie dobbiamo rivedere le analisi pessimistiche.»
 
La professoressa Raquel Fernández, davanti a una platea attenta e numerosa, ha tracciato la storia del diritto alla proprietà delle donne negli Stati Uniti d'America a partire dall'Ottocento quando, nel sistema patriarcale, le donne sposate potevano «agire solo sotto l'ala protettiva del marito e il marito acquisiva i diritti della moglie» e quando un terzo dei bambini moriva entro i dieci anni di vita.
Un sistema che si è incrinato con l'introduzione di due variabili: l'aumento della ricchezza e la diminuzione della fertilità.
Fernández, cifre e grafici alla mano, ha dimostrato che, con il progredire dello sviluppo, è aumentata la «disparità di ricchezza fra i figli maschi e i figli femmine» e quindi i «mariti, una volta diventati padri, hanno cambiato prospettiva».
Si è però trattato di una concessione perché «sono state sempre e comunque gli uomini a decidere».
 
Più in generale, come illustrato dalla professoressa della New York University, «la crescita indipendente del sistema rende più felici e questo sia in un sistema patriarcale, che in uno paritario, ma quando si è poveri la differenza fra i due sistemi è ovviamente minima.»
È solo quando aumenta la ricchezza che, in un sistema patriarcale come quello del secolo scorso, si iniziano ad intravedere le differenze e se inizialmente si è più felici, via via che cresce la ricchezza cresce la disuguaglianza fra i generi e qui «scatta il ribaltamento della situazione e si diventa più infelici».
Se poi si introduce la variabile della fertilità, questa è inversamente proporzionale alla felicità e alla ricchezza: «Più è bassa la fertilità, più la ricchezza e la felicità aumentano, almeno inizialmente», ha proseguito Raquel Fernández che ha spiegato come i padri, avendo meno figli, iniziano a dare più peso ai diritti delle femmine.
Come ha infine spiegato la professoressa, gli Stati Uniti costituiscano un ottimo modello di studio, visto che la concessione alle donne dei diritti alla proprietà è avvenuta in un intervallo temporale ampio e diverso Stato per Stato, dalla metà dell'Ottocento agli anni '20 del Novecento.

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