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«Contro gli opposti pessimismi»: per uscire dal declino

Al Festival: Il ministro Padoan alla presentazione del libro su Luigi Spaventa

«Non dobbiamo rassegnarci a vivacchiare» secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è forse questo il più grande insegnamento di Luigi Spaventa, l'economista e politico scomparso nel 2013.
Nel tardo pomeriggio la Sala Depero ha ospitato la presentazione del libro di Antonio Pedone che raccoglie gli scritti di Spaventa dal 2002 al 2013.
Citando una lettera scritta al direttore del Corriere della Sera, Padoan ha ricordato la grande ironia di Spaventa e la finezza delle sue analisi.
«Mi ha insegnato che non ci sono scorciatoie – ha detto Padoan – e nemmeno bacchette magiche. per rimettere in pista un paese e favorire la crescita occorre costruire un pacchetto di misure, usando tutti gli strumenti disponibili con l'obiettivo che la crescita non sia effimera, ma duratura, questo mi ha insegnato Luigi Spaventa e trasferendo quanto appreso ai problemi di oggi, mi viene da dire che l'Europa non deve vivacchiare sulla ripresa.»
 
«Contro gli opposti pessimismi» raccoglie i saggi di Luigi Spaventa pubblicati tra il 2002 e il 2011.
Accanto ai fondamenti teorici ed empirici delle sue idee, il grande economista espone con estrema chiarezza le linee guida, i criteri e gli strumenti con cui si sarebbero dovute e potute affrontare le questioni cruciali di fronte alle quali si è trovata e si trova tuttora la politica economica italiana ed europea.
«Le sue critiche pungenti – ha detto l'autore del volume – permettono di maturare una migliore comprensione delle ragioni del declino non solo economico, ma anche sociale e culturale, che affligge il nostro Paese.
«Sempre accompagnate da proposte concrete e dalla continua ricerca di soluzioni praticabili, le analisi di Spaventa sono vitali per capire le trasformazioni profonde vissute dal capitalismo italiano e le principali sfide che dovremo affrontare nel prossimo futuro.»
 
«Il suo talento principale – ha detto Salvatore Rossi durante il dibattito – era di saper essere contemporaneamente analitico e sintetico, una dota rarissima.»
Mentre Paolo Guerrieri ha sottolineato «l'estrema attualità degli scritti di Spaventa».
«È un libro bellissimo – ha detto ancora Padoan – da cui si possono prendere tante cose e molti insegnamenti fra i quali quello che la politica economica non abbia un compito meramente tecnico, ma anche politico, finalizzato ad influenzare le aspettative.»
Tito Boeri, direttore scientifico del Festival dell'Economia, ha infine ricordato come Spaventa amasse molto il Festival di Trento, al quale ha partecipato varie volte.

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