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Prove di Donna/ 11 – Francesca Negri, «Tacco 15»

Topmodel per un giorno, Topmanager per una vita: per lei solo il Top

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Quando abbiamo visto Francesca Negri al lavoro, abbiamo capito subito che lei sarebbe divenuta una delle nostre «Top-model per un giorno».
Quello che più ha attirato la nostra attenzione sono stati i suoi tacchi. Ma non siamo gli unici, dato che già è conosciuta nell'ambiente giornalistico con il secondo nome Miss «Tacco 15». Come si sa, la massima misura dei tacchi non supera mai i 12 cm. Ma lei è una Capricorno, segno zodiacale che non conosce limiti per definizione.

Francesca Negri è la collega più desiderata dai buongustai (e non solo). Si è affacciata al mondo del giornalismo nel 1995. Sarà perché sa scrivere, sarà perché sa leggere (doti non necessariamente diffuse nel mondo del giornalismo), ma da allora la gente non ha smesso di seguirla.
Gli epicurei non la perdono di vista perché le piace la buona cucina, gli esteti amano guardarla perché... si presenta bene, i socratici la invidiano perché è un fenomeno che sfugge alla loro scuola di pensiero.
Ma la sua vita è più complessa e profonda di quello che si può pensare. Anzi, Francesca è una Donna con la D maiuscola.
Per questo forse è meglio cominciare dal principio.

Francesca si è diplomata a Trento in ragioneria. Titolo che, come vedremo, le sarà utile nella sua carriera e, come vedrà lei stessa, le sarà utile per tutta la vita.
Non aveva ancora 20 anni quando (era il 1995) si è avvicinata a Radio Dolomiti. Erano i tempi di Angelo De Tisi, di Walter Lieber, di Gabriele Buselli e Francesco Marcovecchio.
L'anno dopo iniziava a collaborare anche con L'Adige, collaborazione che proseguirà fino al 1999, occupandosi anche di sport trentino in un momento in cui il Calcio Trento militava in serie C.

Dal 1999 al 2002 si trasferisce ad Arezzo, sede distaccata dell'università di Siena, per concludere la laurea.
Già che c'era, nel 2001 ha condotto il programma «Caffè bollente» mandato in onda da Teletruria.
Nel 2002, terminata l'università, partecipa a un master di marketing internazionale. Al termine diventa responsabile marketing del «Cre», entrando così nel settore dell'edilizia. Non vi uscirà più, tanto vero che ha passato quest'ultima settimana a Bergamo in una full immersion nel mondo dei muratori (perdonateci il termine, ma rende l'idea).

Il famoso tacco 15.

L'anno dopo, era il novembre 2003, a Trento apre il Corriere del Trentino. Lei non perde l'occasione e inizia a collaborare con la testata locale fin dal primo numero.
L'incontro fatale tuttavia è accaduto nel 2006, con Edoardo Raspelli, noto in certi ambienti solitamente ben informati come il «Savonarola della buona tavola». Adesso i due sono amici, ma allora era stato fuoco e fiamme. Era a Trento per il taglio del nastro della Mostra dei vini. Lo ha intervistato e non lo ha più mollato seguendolo nei sui contatti con il mondo enogastronomico nazionale.
Alla fine ha capito di essere pronta e ha cominciato a brillare di luce propria. E da quel momento tra lei e i ristoranti è cominciato l'odio-amore tipico di chi voleva a tutti i costi una sua recensione e temeva la sua capacità di dire sempre quello che pensa.

Nel 2005 Francesca aveva cominciato a lavorare per Trentinomese. Dopo l'incontro fatale del 2006 con Raspelli, eccola pubblicare il suo primo libro, editato appunto da Curcu e Genovese; è il 2007.
S'intitola «La Storia nel piatto», scritto per il Premio Selezione Bancarella della Cucina 2008, in cui racconta la storia del Trentino Alto Adige delineata attraverso le ricette. La prefazione, va da sé, era di Edoardo Raspelli.
Sempre nel 2008, pubblica con Curcu e Genovese «Oro Giallo», tutto quello che puoi fare con la farina gialla, dal gelato alla pasta. Risultato? Premio Selezione Bancarella della Cucina 2009.

Nel 2009 è la volta de «Il Menu del vino, scegli il tuo vino e scopri con che piatti abbinarlo», 55 etichette trentine abbinate a oltre 300 ricette regionali di tutta Italia. Prefazione di Luigi Cremona.
Risultato? Vince il «Bancarel'vino» del Premio Cesare Pavese, il vino nella letteratura nell'arte e nella pittura.
Nel 2010 per Gribaudo Feltrinelli è la volta di «Paolo cappuccio. La cucina mediterranea.»
Infine, «Felice Lo Basso. La grande cucina dell'Alpenroyal».

Ma la sua attività è appena cominciata.
Dirige da due anni la rivista nazionale del settore edile «YouTrade», un mensile da 10mila copie a numero, e da settembre dirige anche il giornale nazionale della «Fimaa» (Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari), un trimestrale da 30mila copie a numero.
Collabora regolarmente con «Vie del Gusto» e «Wine Passion», due riviste nazionali del settore enogastronomico.
Da poco ha aperto un sito tutto suo, intitolato Geisha Gourmet.

La trafila delle sue collaborazioni è lunga, quindi vale la pena ricordare che l'amore per la scrittura gliel'ha passata suo padre, mentre a farle venire la passione per il giornalismo è stato il padre del suo primo moroso.

Beh, per tornare a noi, quando l'abbiamo vista la prima volta l'abbiamo notata grazie alla battuta di un collega in occasione della presentazione alla stampa del «Progetto Pedron».
«Francesca, i tuoi tacchi sono più lunghi della tua gonna!»
In effetti avevano colpito anche me sia l'altezza inusuale dei suoi tacchi, che la lunghezza (si fa per dire) della sua minigonna.
«Chi è?» - Chiesi al collega più vicino.
«Non la conosci? - Domandò meravigliato. - È Francesca Negri
«Non ancora… - Risposi. - Non ancora.»
In quel momento misi a fuoco la sua avvenenza e l'interesse che Francesca suscitava presso la gente. Studiai la sua vita e la sua carriera, ma soprattutto i caratteri originali che le davano quella dote che ostentava di riuscire sia a essere che ad avere.

Un abito inusualmente lungo per Francesca.

La sua personalità è gradevole ma determinata, che comunica alla gente l'invito a stare dalla sua parte.
Di aspetto piacente, ha modi affascinanti sia negli atteggiamenti che nei comportamenti. Non si esalta facilmente e si comporta bene nei casi di emergenza.
Le sue caratteristiche sono la riflessione, la diplomazia, la prudenza e la riservatezza, ma la sua personalità diventa dinamica quando conosce il terreno di gioco e le regole del gioco.
Una volta sicura di se stessa si mostra quasi aggressiva, rivelando però in questi momenti quei tratti attraenti della propria natura: sensibilità, orgoglio, lealtà e comprensione.
Quando la sua sensibilità è urtata, può mostrare un carattere difficile al punto da poter esprimere uno spirito eccessivamente critico.
Ma le si possono indubbiamente affidare compiti di responsabilità, perché è in grado di svolgere missioni importanti.

Francesca esprime il proprio parere di getto e in chiaro, qualunque esso sia. Fortunatamente, la compostezza innata evita che si irriti troppo spesso…
Come tutti, non ha sempre ragione, ma sua posizione è sempre impostata sulla lealtà e sul senso della giustizia. E, particolare non da poco, è più facile che vada in collera per questioni di poco conto che per quelle importanti.
È capace di sviscerare bene i fatti e assimilare i concetti. Ti ascolta per imparare o per respingerti, sempre con cognizione di causa. Sa concentrarsi, meditare e concludere. Ed è questo che la differenzia dal resto del mondo.

Insomma, non vi pare che fosse la donna giusta per una servizio dedicato alle donne in carriera?
Le proposi il servizio fotografico alla prima occasione.
«Ma certo! - Aveva risposto. - Vedrai che ci divertiamo!»
E così è stato. Pochi giorni dopo eravamo nell'atelier di Anna Gaddo e sono state due ore di lavoro intenso, ma non faticoso. Francesca sa muoversi da top-model proprio perché nella vita è sempre al top. Sa sempre quello che vuole, quello va fatto e cosa fare per raggiungerlo.

Perfezionista com'è, non è un caso se da quando abbiamo fatto il servizio fotografico a quando l'abbiamo pubblicato sia passato tanto tempo. Abbiamo dovuto negoziare foto per foto.
In compenso, per la prima volta abbiamo pubblicato qualcosa come 40 foto dedicate a una medesima persona e una sequenza dinamica con ben 20 fotogrammi.
Ma adesso siamo finalmente in grado di mostrarvelo.
Ne esce la figura di una donna dinamica, determinata, gioviale e… gaudente.
Sì, perché la vita l'ha presa per il verso giusto. Se a questo mondo siamo di passaggio (e magari per caso), tanto vale passarlo bene.
Signore e signori, ecco a voi Francesca Negri.

g.demozzi@ladigetto.it

 

Gli abiti e i tessuti che indossa Francesca sono fatti a mano dalla stilista trentina Anna Gaddo, che ci mette sempre a cortese disposizione i suoi capi unici e la passerella del suo atelier.
La collana è di Albarosa, bigiotterria di classe in via Suffragio a Trento.








Quando Anna Gaddo ha visto Francesca, ha capito subito che questo vestito in organzina di seta e raso le sarebbe stato a pennello. La stilista, ovviamente, si riferiva al taglio particolarissimo del vestito che mette in rilsalto l'avvenenza della sua modella per un giorno.
Noi tuttavia sappiamo che è stato il colore vinaccia a ispirare insonsciamente la sua scelta.










Intrigante l'abito a palloncino in crépe de chine abbinato alla giacchina trapuntata reluxe a fantasia floreale. Sembra fatto apposta per Fancesca.






Abito «folk» rosa in crèpe de chine con rifiniture delicatamente contrastanti.
Anche questo vestito sembra ben interpretare la personalità esuberante di Francesca Negri.












Il tessuto in crèpe de chine rosso con fantasia beige è la base per piacevolissimo vestito estivo da utilizzare nelle grand soirée.
Il tessuto blu è molto particolare, unico. Finissimo, leggero, ricamato in oro, fatto per creare abiti elegantissimi.
La prova del tessuto serve per dare quel pizzico finale di intrigo con cui i nostri servizi si congedano dai propri lettori.
Una Francesca Negri imperiale ci è sembrata l'interpretazione migliore per tutti.

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