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Coll'avvento del digitale si conclude un'epoca gloriosa

La chiusura di Utet Grandi Opere segna la fine dei libri di pregio e delle enciclopedie cartacee a rate

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Utet Grandi Opere – il ramo della casa editrice specializzato in opere di pregio – è fallita.
La registrazione del fallimento è del 15 ottobre, anche se la notizia si è diffusa solo nelle ultime ore.
La casa editrice, fondata a Torino nel 1791 dai fratelli Pomba, era tra le più antiche del nostro Paese.
Il nome della casa editrice veniva dall’acronimo di Unione Tipografico-Editrice Torinese, denominazione assunta nel 1854.
Fin da subito, quella che sarebbe diventata Grandi Opere, si occupò della diffusione del sapere enciclopedico, per poi allargare le pubblicazioni ai grandi classici.
 
Dalla metà dell’Ottocento e fino ai giorni nostri, dai tipi della Utet sono uscite opere e collane che hanno fatto la storia dell’editoria e della cultura italiana: la Biblioteca Popolare (dal 1828, in 100 volumi), la Storia Universale di Cesare Cantù, redatta tra il 1838 e il 1846 e ampliata fino a raggiungere i 52 volumi nel 1890, l’Enciclopedia Popolare, e ancora La Scala d’oro, una collana di libri classici illustrati per ragazzi diffusa dal 1932 al 1945. E poi il Grande dizionario enciclopedico fondato da Pietro Fedele, il Grande dizionario della lingua italiana fondato da Salvatore Battaglia, il Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti diretto da Alberto Basso, il Grande Dizionario Analogico della Lingua Italiana diretto da Raffaele Simone… e tanti altri ancora.
 
Attraversata da una crisi – non solo economica ma soprattutto di «modello di sviluppo» – che nel tempo si è fatta sempre più acuta, Utet Grandi Opere nell’ultimo ventennio aveva subito una serie di cambiamenti di assetto societario: nel 2002 la casa editrice Utet era stata acquisita dal Gruppo De Agostini Editore.
Nel 2013 il settore Grandi Opere è stato ceduto da De Agostini a FMR Art’è. A sua volta (come si legge ancora nel profilo Facebook della casa editrice) il Gruppo era entrato nel gruppo Cose Belle d’Italia.
I passaggi di mano non sono però serviti a salvare un business – quello della vendita diretta e rateale – che è stato travolto prima dai cambiamenti sociali, poi dalla crisi economica e infine dalla pandemia.
 
Prosegue invece l’attività Utet Libri. I responsabili della sigla editoriale, che fa parte del gruppo De Agostini, hanno subito spiegato tramite il profilo twitter: «Siamo davvero molto dispiaciuti per Utet Grandi Opere, ma ci teniamo a precisare che la notizia non riguarda Utet Libri. Noi continuiamo e continueremo a pubblicare come prima.»
Ma nessuno può negare che, quando si parla di UTET, le persone meno giovani pensano subito all’editore delle grandi opere: enciclopedie, trattati, classici… E ad un mondo che forse non tornerà più.

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