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Trento e Rovereto, boom di richieste per il bonus bici

La giunta provinciale ha approvato la delibera che recupera l’avanzo dovuto alle domande respinte o non idonee

Oggi, 16 novembre 2020, i Comuni di Trento e Rovereto riaprono i termini per la presentazione delle domande del bonus bicicletta.
La seconda chiamata è resa possibile grazie alla disponibilità di fondi residui, a seguito delle domande rinunciate, rifiutate o scadute (non prorogate).
Questa mattina, nella prima mezz'ora, è andata esaurita quasi la metà del budget disponibile: 30 mila euro il valore delle richieste per Trento (64 mila euro di budget) e 10 mila euro per Rovereto (20mila euro il budget).
Il bando è riservato a tutti i pendolari residenti in Provincia di Trento che lavorano da più di sei mesi nelle due città.
Ai pendolari è riconosciuto un incentivo per l’acquisto di biciclette, muscolari o elettriche, da utilizzare negli spostamenti casa lavoro, così da incentivare la mobilità sostenibile.
 
Il contributo provinciale è pari al 50% della spesa, con il limite a 600 euro per city bike, cargo bike e pieghevoli, e fino 100 euro per le biciclette muscolari tradizionali.
Le domande potranno essere presentate attraverso la «Stanza del Cittadino» dei rispetti siti dei comuni. Secondo le prime stime, il bonus bicicletta ha registrato concreti effetti economici: ogni euro di bonus concesso ha generato almeno 3,6 euro di spesa.
Lavoratori dipendenti o autonomi che si muovono ogni giorno per ragioni di lavoro su Trento e Rovereto hanno una seconda possibilità di ottenere da oggi, 16 novembre 2020, il bonus sull’acquisto della bicicletta, da utilizzare negli spostamenti casa lavoro. Il contributo provinciale coprirà il 50 per cento della spesa, con il tetto fissato a 600 euro per city ebike, cargo bike e biciclette pieghevoli, e a 100 euro per le bici muscolari, ovvero quelle tradizionali.
Il via libera alla riapertura dei termini è stato dato venerdì scorso dalla giunta provinciale, su iniziativa del vice presidente e assessore all’ambiente, Mario Tonina. L’esecutivo ha preso atto dell’avanzo di budget, dovuto - come detto - alle domande rinunciate, rifiutate o scadute in occasione della prima chiamata del bando del 18 maggio scorso.
 
Originariamente, il bonus era stato previsto per cinque Comuni trentini: Arco, Pergine, Riva del Garda, Rovereto e Trento.
I primi tre hanno esaurito da subito il budget a loro disposizione.
La richiesta va inviata online, accreditandosi con SPID o allegando la carta di identità, con l’identificativo di una marca da bollo da 16 euro e il documento sottoscritto dal venditore.
Qui le «Stanze del cittadino», dove è possibile presentare la domanda di bonus: Trento (vedi); e Rovereto (vedi).
 
La dichiarazione deve essere redatta sul modello predisposto dalla Provincia autonoma di Trento e recuperabile al seguente indirizzo: http://www.provincia.tn.it/bonusbici/.
Come segnalato dal bando, la data di acquisto della bicicletta non può essere antecedente a quella di accettazione della domanda da parte dell’amministrazione.
Inoltre, il contributo non è cumulabile con analoghi incentivi: non si può fare domanda sia per il bonus provinciale che per quello nazionale per finanziare lo stesso bene.
 
 I numeri del successo  
L’opportunità di acquistare una bicicletta con l’aiuto del bonus ha fatto registrare un’ottima adesione: sono state 2.309 le domande presentate in maniera formalmente corretta entro la scadenza (al 7 novembre 2020).
E tutte risultano processate, con una percentuale di accoglimento del 91%: 2129 sono le domande accolte e 180 quelle rifiutate.

Le domande presentate da lavoratori residenti nei Comuni trentini con più di 15 mila abitanti che si spostano, per ragioni lavorative sempre all’interno del medesimo Comune, sono, in media, il 60% del totale.
Il rimanente 40% riguarda le domande presentate da lavoratori residenti in Comuni diversi ma con un’occupazione lavorativa continuativa nei Comuni con maggiore popolazione.
 
Nel caso del Comune di Trento, su un totale di 1195 domande presentate, ben 773 erano di cittadini residenti sempre a Trento (65%).
I Comuni diversi dai cinque di destinazione lavorativa, i cui cittadini hanno presentato domanda accolta di bonus, sono in tutto 69.
Secondo una prima stima, il bonus ha avuto una concreta ricaduta economica: ogni euro di bonus ha generato una spesa di 3,6 euro.

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