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Nulla di fatto per la vicepresidenza del Consiglio provinciale

Ugo Rossi: «La minoranza è pronta da subito per ricostituire un accordo di fiducia, ma attorno alla definizione di un nuovo ufficio di presidenza»

Consiglio provinciale di Trento, ancora un nulla di fatto per il vicepresidente.
Il consiglio ha affrontato il tema della sostituzione del vicepresidente dopo le dimissioni, rassegnate ad agosto, di Alessandro Olivi (Pd).
Il consigliere del Misto Alex Marini ha chiesto se in vista della staffetta a livello regionale ci saranno cambiamenti al vertice del Consiglio.
E ha sottolineato che c’è un problema di funzionamento dell’Ufficio di presidenza, al punto che non è garantito il pluralismo democratico.
Vulnus che si è manifestato clamorosamente nel fatto che il movimento 5 Stelle ha dovuto confluire nel Gruppo Misto.
 
«I nomi per sostituire i membri dell’Ufficio ci sarebbero – ha aggiunto Marini, – ad esempio quelli Sara Ferrari, Lucia Coppola o Paola Demagri.»
Infine, il consigliere ha ricordato che l’empasse è stata causata da un problema di tipo giudiziario che in altri Paesi avrebbe comportato le dimissioni immediate del presidente.
La consigliera Demagri (Patt), come rappresentante delle minoranze, ha detto che non ci sono novità perché non c’è un’interlocuzione con la maggioranza.
 
Alessandro Savoi (Lega) ha ricordato (con una acuta osservazione) che la nomina spetta all’opposizione e non si può andare avanti fino alla fine della legislatura senza vice.
«C’è una lacuna che va colmata. Il disco rotto del presidente non va bene – ha sottolineato, – danneggia tutti e a gennaio dev’essere un dovere l’elezione del vicepresidente, ma, ha concluso, non si può tirare troppo la corda.»
Sul tema della democrazia il consigliere leghista ha ricordato che l’Ufficio di presidenza del Consiglio è l’unico in Italia ad essere in mano alla minoranza.
 
Paccher (Lega) ha detto che è ridicolo affermare che serve un confronto con la maggioranza per trovare un nome del vice.
La maggioranza non ha responsabilità e non può accettare il ricatto sul presidente Kaswalder che ha ricevuto la fiducia dell’aula.
La minoranza deve dire chiaro: non siamo in grado di trovare un accordo su un nome per sostituire Olivi.
 
Ugo Rossi (Patt) ha affermato che «la posizione della minoranza è chiara: l’accordo di inizio legislatura deve essere rimesso in discussione perché la fiducia nei confronti di Kaswalder da parte dell’opposizione è venuta meno e quindi va messo in campo un ragionamento complessivo.
«La minoranza è pronta da subito per ricostituire un accordo di fiducia, ma attorno alla definizione di un nuovo ufficio di presidenza.»

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