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Pedaggi in Europa, Dorfmann chiede più ambizione

Quest’intesa permetterebbe ai vecchi camion di circolare liberamente attraverso il continente, violando il principio «chi inquina paga»

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Dopo anni di negoziati, i ministri dei Trasporti degli stati membri hanno trovato ieri una posizione comune sulla riforma della direttiva Eurovignette, che regola i pedaggi stradali. L’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann è critico: «Quest’intesa permette ai vecchi camion di piccole dimensioni di circolare liberamente attraverso il continente. In questo modo viene violato il principio chi inquina paga
La proposta degli stati membri renderebbe inoltre complicata l'introduzione di un «pedaggio di corridoio».
La proposta di ieri dei ministri dei trasporti va contro quella del Parlamento europeo, alla quale Dorfmann ha contribuito direttamente.
In base a quanto convenuto dai ministri ieri, in futuro i sistemi di pedaggio dovranno prendere in considerazione le emissioni di CO2 prodotte dai veicoli.
Il problema è che – sempre secondo la proposta dei ministri – gli stati membri restano liberi di decidere in merito alle esenzioni per i veicoli fino a 7,5 tonnellate.
 
«In questo modo i piccoli autocarri potrebbero sfuggire al rincaro del pedaggio legato alle loro emissioni di CO2. Questo è un errore», sostiene Dorfmann.
Secondo Dorfmann, la revisione della direttiva sui costi stradali dovrebbe anche consentire di mettere in atto un «pedaggio di corridoio».
A questo proposito, la proposta dei ministri dei trasporti prevede in effetti la possibilità di aumentare i costi dei pedaggi in quei territori che sono particolarmente colpiti dal traffico, come le regioni alpini attraversate dal corridoio del Brennero. Il tetto massimo del rincaro, però, si fermerebbe al 50 per cento.
Inoltre, per i rincari superiori al 25 per cento, sarebbe necessario l’ok dei governi degli stati coinvolti.
«Se prevalesse questa posizione, in futuro il governo italiano potrebbe bloccare i tentativi di aumento del pedaggio lungo il corridoio del Brennero» – spiega Dorfmann, che critica anche il tetto del 50 per cento, a suo dire «troppo basso per consentire di risolvere il problema del traffico deviato lungo l'autostrada del Brennero.»
 
Resta irrisolto anche il problema dell'armonizzazione dei sistemi di pedaggio.
La proposta dei ministri dei Trasporti lascia infatti agli stati membri la possibilità di continuare a scegliere tra sistemi di pedaggio basati sulla distanza o sul tempo.
«Sono tutte proposte molto deludenti. Va riaperta una discussione», afferma Dorfmann, facendo notare che «ora inizieranno i negoziati tra il Consiglio – che rappresenta gli stati membri – e il Parlamento europeo».
«Noi in Parlamento abbiamo presentato già nel 2018 una proposta molto ambiziosa, che dovrà ora essere tenuta in considerazione. Altrimenti non ci sarà nessun accordo», conclude l’europarlamentare.

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