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Politiche attive del lavoro: interventi della Provincia di Trento

Per favorire la ripresa occupazionale introdotti nuovi incentivi, formazione, contratti di solidarietà, potenziamento dei servizi

Fin dall'inizio della pandemia la Giunta provinciale, assieme allo Stato italiano, ha approntato una serie di misure volte a contrastare la crisi occupazionale e a sostenere i lavoratori inattivi, al tempo stesso aiutando il settore produttivo a fronteggiare questa fase difficile, in vista di una prossima «ripartenza».
Accanto alle misure di carattere emergenziale, però, è importante potenziare gli strumenti provinciali di politica attiva del lavoro, da un lato per favorire la ripresa del dell'occupazione e dall’altro per trattenere il più possibile i lavoratori all’interno delle aziende per preservarne la professionalità o accrescerla tramite investimenti sulla formazione.
È in questa direzione che punta il Documento approvato oggi dalla Giunta provinciale, su proposta dell'assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli.
 
«Le misure proposte - sottolinea l'assessore - rafforzano quelle già esistenti e spesso anche l'azione del Governo. Le principali riguardano gli incentivi all’assunzione a tempo indeterminato dei disoccupati, un maggior ricorso alla rete dei soggetti accreditati per rendere più celere l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro, un incentivo alle aziende per favorire il ricorso ai contratti di solidarietà, per evitare la dichiarazione di esubero del personale.
«E ancora, l’incentivazione della formazione continua dei dipendenti, per sostenere I processi di innovazione aziendale, l’incremento delle opportunità occupazionali nell’ambito dei lavori socialmente utili, la digitalizzazione dei servizi, per favorire l’incremento dei servizi a distanza nei confronti dell’utenza e riuscire a facilitare l’intermediazione fra domanda ed offerta di lavoro.
«Come si vede, tocchiamo con questo Documento un ampio ventaglio di materie, coerentemente con i ragionamenti sviluppati con le categorie economiche e del mondo del lavoro, guardando anche oltre l'emergenza.»
 
Il Documento approvato oggi propone nella prima parte un'analisi della situazione del mercato del lavoro dopo l'impatto del Covid-19.
In seguito, si concentra sulle nuove misure, che rafforzano quelle già esistenti e si innestano su quelle sviluppate a livello nazionale.
 
  Il mercato del lavoro in Trentino nel periodo del Covid-19 (fino ad agosto 2020) 
I dati di Agenzia del lavoro mostrano al 30/06/2020 un forte peggioramento dell'occupazione: -4,7% e circa 9.000 occupati in meno rispetto all'anno precedente. Il comparto in maggiore sofferenza si conferma quello dei pubblici esercizi, che perde quasi il 30% della propria occupazione dipendente (circa 7.000 occupati in meno), giustificando da solo i tre quarti del minor stock registrato a fine giugno rispetto a un anno prima.
I dipendenti calano inoltre a giugno dell’1,8% nel commercio, dello 0,8% nei servizi alle imprese e dello 0,4% anche nell’industria in senso stretto. Il peso della crisi grava soprattutto sui lavori non standard.
I dipendenti a tempo indeterminato a giugno crescono ancora (dell’1,7% e di +2.512 unità), gli apprendisti restano stabili mentre crollano i dipendenti con contratti a tempo determinato (-10.681 per un calo del 27,9%) gli interinali (del 24,5%) e i dipendenti con contratti di lavoro intermittente (-9,7%). Dei minori occupati rilevati al 30 giugno, il 51,6% sono femmine.
A luglio si comincia a registrare una inversione di tendenza. L’aumento è determinato dall’andamento del terziario (+3.253 assunzioni), in particolare nel comparto dei pubblici esercizi (+2.808), che aveva sofferto di più nei mesi del lockdown.
Le assunzioni sono in crescita anche nei servizi alle imprese (+192) e negli altri servizi del terziario (+275) e solo il commercio segna un lieve calo (-22).
Ad agosto il trend in crescita si conferma. In coerenza con la parziale ripresa delle attività, dopo il picco iniziale di autorizzazioni, si rileva anche una tendenziale decrescita del ricorso agli ammortizzatori.
 
  Scenari e interventi 
Le politiche future sono naturalmente legate agli scenari della pandemia.
Dal un lato difficilmente saranno disponibili risposte generali al Covid-19, in termini di vaccini, prima del 2021; dall'altro nell’autunno/inverno 2020 si sta realizzando uno scenario meno roseo e più complesso del previsto, che impatta fra l'altro sui volumi di attività della stagione turistica invernale.
Una recessione economica innescata da shock esterni e transitori trova solitamente negli interventi orientati a preservare i posti di lavoro esistenti la migliore linea d'azione, sia ovviamente per sostenere le persone al lavoro, sia per garantire che le imprese riprendano rapidamente l'attività a crisi terminata.
Tuttavia, la sola salvaguardia dei posti di lavoro esistenti, se gli effetti negativi si protraggono troppo nel tempo, può diventare inadeguata, perché una parte dei posti mantenuti potrebbe non essere più praticabile per un lungo periodo.
Per questo bisogna «spingere» anche sulle politiche attive del lavoro, al fine di facilitare la transizione verso nuove e diverse opportunità occupazionali.
 
  Fra gli interventi previsti: 
Incentivi all'occupazione
Si ritiene importante introdurre degli incentivi, aggiuntivi a quelli statali, che spingano un maggior numero di aziende ad assumere.
Il documento propone quindi di integrare, potenziandoli, gli incentivi all'assunzione a tempo indeterminato previsti dalla normativa nazionale.
La misura si aggiunge agli incentivi statali e a quello provinciale previsto per il periodo estivo per i lavoratori stagionali del turismo.
Gli incentivi previsti variano dai 4.000 agli 8.000 euro per assunzione e sono graduati in funzione della debolezza occupazionale del lavoratore occupato.
La decorrenza sarà stabilita in un apposito avviso, adottato da Agenzia del Lavoro.
 
Formazione continua
La finalità dell’intervento consiste nel sostenere le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi determinati dall’emergenza epidemiologica, offrendo l’opportunità ai lavoratori di acquisire nuove o maggiori competenze, anche in funzione del transito presso altre realtà imprenditoriali.
Questo intervento integra l'analogo intervento statale, gestito dall'Agenzia nazionale, volto a compensare il costo del lavoro dei lavoratori impiegati nella formazione.
Si prevede fra l'altro di finanziare progetti formativi aziendali fino a 250 ore massime per lavoratore e progetti ulteriori rispetto alla capienza del fondo nazionale destinato al Trentino, qualora necessario.
 
Contratti di solidarietà
Si intende promuovere la misura del Documento che, incentivando le imprese al ricorso ai contratti di solidarietà per mantenere l’occupazione, si aggiunge agli sgravi contributivi previsti dalla normativa statale.
A seguito del monitoraggio dell’andamento finanziario del Fondo di solidarietà intersettoriale del Trentino, per consentire il pieno utilizzo dello strumento, sarà valutata l’opportunità di richiedere a INPS un accordo che consenta di rifinanziare specificatamente questa misura.
 
Potenziamento dei servizi per l'impiego
Sarà importante nei prossimi mesi, anche alla luce dell’esperienza maturata a seguito dell’emergenza epidemiologica, avviare un processo di analisi del sistema dei servizi pubblici provinciali per l’impiego, anche mediante uno studio comparativo tra i diversi modelli esistenti in Europa, grazie alle competenze già disponibili all’interno della governance di Agenzia del Lavoro.
Verranno inoltre ampliati gli strumenti di lavoro agile e la digitalizzazione dei servizi offerti e sarà potenziato il ricorso allo strumento dei titoli di acquisto di servizi.

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