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Tornano i LunAdì dell’Ortazzo, incontri virtuali di esperienze reali

Al via lunedì 15 marzo l’edizione 2021 del tradizionale ciclo di serate di primavera

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Al via lunedì 15 marzo l’edizione 2021 del tradizionale ciclo di serate di primavera «I LunAdì dell’Ortazzo». Quattro le serate di quest’anno, ovviamente promosse online, ma che mantengono lo stesso spirito che ha caratterizzato un decennio di edizioni: incontri tra esperienze concrete, che suscitano riflessioni e dibattito e presentano stimoli per un cambiamento a partire dal quotidiano, sempre in direzione di una relazione «sostenibile» con la terra che abitiamo.
Ad aprire la rassegna sarà il tema del cambiamento climatico, affrontato in relazione al suo rapporto con l’agricoltura di montagna.
Ospite il climatologo trentino Roberto Barbiero, che sarebbe dovuto intervenire nella rassegna 2020, accompagnato da due figure importanti dell’agricoltura sostenibile trentina: Elisabetta Foradori, celebre viticoltrice biodinamica, e la figlia Myrtha Zierock, che si dedica nell’azienda Foradori ad orticoltura ed agriturismo.
Nella seconda serata, lunedì 22 marzo in collaborazione con Associazione Taiapaia e l’associazione Slow Cinema di Borgo Valsugana, un format un po’ insolito che proporrà il documentario «Transition 2.0: storie di speranza e resilienza». L’obiettivo è quello di parlare in maniera semplice e concreta di transizione ecologica nei nostri territori.
 
La cucina, anzi «ecocucina» sarà il centro della terza serata il 29 marzo: una cucina sostenibile, sana, spreco zero, presentata da Lisa Casali, scienziata ambientale, blogger, scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva. Da anni porta avanti con passione una battaglia contro lo spreco alimentare ed una campagna per promuovere la cucina sostenibile, gustosa e sana.
In chiusura, lunedì 12 aprile, l’immancabile tema dell’orto biologico, del quale parlerà Matteo Cereda, un esperto che l’associazione ha già avuto «ospite virtuale» per una apprezzata serata sugli «ortaggi insoliti».
«Un anno fa abbiamo dovuto annullare tutto il programma, perché le chiusure sono arrivate improvvise qualche giorno prima dell’inizio. Allora si era completamente impreparati alle iniziative online, sia nell’organizzazione che nell’abitudine alla partecipazione. Inoltre tutti eravamo, in quei mesi di marzo, confusi e disorientati, insomma il ricchissimo programma dei LunAdì 2020, è stato a malincuore annullato completamente» Spiega il presidente dell’Associazione l’Ortazzo Danilo Marchesoni.
 
«Nel frattempo la nostra associazione però non si è mai fermata: la pandemia ha costituito, nelle sue difficoltà, una occasione per migliorare tanti aspetti, in primis la gestione logistica delle consegne del gruppo di acquisto solidale, che ha visto un notevole salto di qualità grazie alla collaborazione con APPM onlus. In autunno, complice un secondo improvviso annullamento, quello della Fiera Fa’ la Cosa Giusta! Trento – per la quale curiamo il programma di laboratori e conferenze – abbiamo iniziato a fare esperienza con l’organizzazione degli eventi online. Abbiamo gestito il programma di incontri con i produttori, creando un dialogo con 23 realtà che si sono presentate, una dopo l’altra, in un ciclo di serate tutte di grande successo. E da lì non ci siamo più fermati, con altri appuntamenti sempre in collaborazione con il nuovo progetto falacosagiustatrento.org.»
Con l’entusiasmo di tante nuove collaborazioni, incontri e idee – bagaglio di un 2020 per tanti altri aspetti così difficile – l’associazione presenta ora il nuovo programma di serate.
 
«È chiaro che questa edizione non sarà certamente come gli incontri tradizionali, itineranti nei comuni di Valsugana e Altopiano della Vigolana e caratterizzati dalle chiacchierate finali intorno al piccolo bio-buffet» afferma Maddalena Parolin, che ha coordinato l’organizzazione di tutte le edizioni dell’iniziativa.
«Siamo felici che tali strumenti consentano di riuscire a raggiungere tante persone di altri territori che non avremmo mai raggiunto con gli incontri nella nostra zona, ma non vogliamo dimenticare il pubblico dei nostri paesi ed in particolare le persone tecnologicamente meno esperte. Ci siamo interrogati su come raggiungerli ed abbiamo pensato di organizzare un piccolo servizio di aiuto: chi volesse seguirci ma non ha idea di come usare Zoom può scriverci una mail lasciando un recapito telefonico e lo contatteremo per fornire assistenza con il collegamento.»

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