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Sono 30 le scuole «no drugs» in Trentino

#Liberalascuola 4.0: un progetto a contrasto delle dipendenze e dei comportamenti a rischio

Prosegue a passo spedito il progetto di legislatura #Liberalascuola4.0, voluto dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dall’assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti.
Il Progetto, affidato su incarico speciale al dirigente Federico Samaden, ha lo scopo di costituire una rete di scuole «no drugs» e di supportare il disagio degli studenti per evitare che il malessere diffuso, causato in parte anche dalla pandemia, possa tradursi in un aumento dei comportamenti a rischio.
Nella mattinata di oggi, alla presenza dell’assessore Bisesti, si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori ed è stato inoltre presentato ufficialmente il nuovo portale online: www.liberalascuola4.0.net.
«Attraverso questa iniziativa – ha sottolineato l’assessore Bisesti intervenendo all’incontro – poniamo l’attenzione su problematiche molto attuali; sono convinto che attraverso le azioni di #Liberalascuola4.0 riusciamo a dare risposte concrete ai nostri giovani. Mi auguro che la platea di scuole che aderiscono al progetto diventi sempre più ampia, permettendo così di arricchire ulteriormente la rete.»
 
Aumentare le competenze interne agli istituti scolastici in tema di dipendenze mettendole in rete, questi in sintesi i due capisaldi del progetto #Liberalascuola4.0, un progetto educativo iniziato nel 2019, voluto dalla Giunta provinciale con la convinzione che le azioni di contrasto all’uso di sostanze passano prima di tutto per iniziative di carattere formativo.
A poco più di un anno dal suo inizio, sono 30 le scuole che hanno aderito all’iniziativa, creando così la Rete delle scuole «no drugs».
Nella mattinata di oggi dirigenti e referenti scolastici del primo e del secondo ciclo, sotto la regia di Federico Samaden, hanno fatto il punto, condividendo alcune importanti riflessioni sul Progetto alla presenza di esperti in campo educativo e sanitario.
 
Nell’aprire i lavori il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato ha ribadito il sostegno all’iniziativa che, ha detto «crea un’importante rete tra scuole, amplificando e potenziando le azioni che vengono messe in campo.
«Il progetto – ha spigato il dirigente – anticipa tra l’altro l'obiettivo che il Ministero sta perseguendo a livello nazionale.»
A seguire il presidente di IPRASE Renato Troncon ha messo in evidenza l’opportunità fornita dal progetto di «offrire non soluzioni generiche, ma contenuti concreti».
Federico Samaden dirigente scolastico e promotore dell’iniziativa ha  riassunto ciò che sta alla base del progetto.
«Con questo progetto - ha detto Samaden - dobbiamo rigenerare ciò che questa pandemia ha anestetizzato È un lavoro molto ambizioso, il nostro, che si occupa del rapporto tra i nostri studenti e la loro vita, un bene troppo prezioso per essere sprecato.
«Nato come network destinato a contrastare le dipendenze, #Liberalascuola 4.0 oggi è molto di più.»
 
Nei contributi della mattinata non è mancata neanche la voce degli studenti che, per mezzo della presidente della commissione legalità della Consulta provinciale degli studenti Martina Volani, ha fornito un contributo, presentando un’interessante indagine effettuata mediante un questionario somministrato a 3.000 coetanei.
«Con il questionario – ha spiegato la referente della Consulta presso il Dipartimento Nicoletta Zanetti – si è indagato sull’origine dei comportamenti a rischio tra gli adolescenti.
«Dall’indagine è emerso che è ancora molto scarsa la consapevolezza sulle conseguenze dell’utilizzo di droghe e che l’emulazione ha molto ascendente sulle scelte degli adolescenti.»
 
Nel commentare gli esiti del sondaggio è intervenuta poi Marialuisa Grech, dirigente medico del Servizio dipendenze e alcologia, nonché membro del comitato scientifico di Liberalascuola, che ha condiviso la fotografia emersa dal sondaggio presentato dagli studenti.
«Bisogna veicolare i concetti giusti con le parole adeguate – ha detto Grech – non ha alcun senso parlare di droghe leggere o pesanti; il focus verte piuttosto sul perché l’assunzione di qualcosa che «viene da fuori» mi dovrebbe far star bene dentro
 
Dopo gli interessanti stimoli offerti dalla dirigente medica, è stata la volta delle scuole, che attraverso le testimonianze delle dirigenti scolastiche Tiziana Rossi e Teresa Periti e dei referenti scolastici Andrea Basteri e Aurora Dionisi hanno illustrato le buone pratiche già in atto, sottolineando il grande impatto emotivo esercitato sugli studenti dalle iniziative messe in campo e ribadendo l’importanza della rete di cui famiglia e territorio sono partner imprescindibili.
A seguire, Fabia Poggini, educatrice e membro del team di progetto ha illustrato la piattaforma digitale https://liberalascuola.net attiva dal mese di dicembre 2020.
«La piattaforma – ha spiegato l’educatrice – offre alle scuole la possibilità di attingere a strumenti di formazione e di informazione, che in epoca di pandemia, ha di fatto anticipato i tempi di una formazione a distanza e su misura.
«La piattaforma – ha proseguito Poggini – è ricca di strumenti multimediali e di materiali di documentazione ed è aperta a tutti.»
 
In chiusura i membri dello staff Mario Miorandi e Corona Perer hanno rilanciato il progetto quale riferimento di progettazione educativa per le scuole sollecitando l’utilizzo dei social.
Samaden ha infine ringraziato il comitato scientifico composto da Marialuisa Grech, Antonio Simula, Alessandra Cipollone e Monica Barzanti.

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