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«La tragedia di Pilcante poteva essere evitata!»

Lo afferma il Segretario Provinciale FSP Polizia di Stato di Trento Stefano Fiorentini, che denuncia la mancanza del Taser presso le forze di polizia

«Sì, quanto accaduto a Pilcante poteva essere evitato», così inizia la dichiarazione del Segretario Provinciale FSP Polizia di Stato di Trento Stefano Fiorentini.
È da anni che chiediamo che alle forze dell'ordine vengano dati degli strumenti idonei per evitare il contatto fisico.
Il Taser, sembrava una battaglia vinta, ma cambiano i Governi e con ognuno dobbiamo iniziare tutto daccapo.
«Ora, abbiamo una persona deceduta che, come apprendo dai mass media, aveva dei problemi di salute – continua Fiorentini, – una mamma distrutta dal dolore e l'ennesimo collega indagato, atto dovuto così ci viene sempre detto.
 
Per chi porta una divisa, essere sottoposto a indagine giudiziaria, comporta uno stato d'animo che è difficile da descrivere e, pur avendo piena fiducia nella magistratura, questo può voler dire anni di mancanza di tranquillità per svolgere il nostro lavoro.
«Con il Taser, ritengo che sicuramente questa tragedia si sarebbe potuta evitare, il fatto che il collega, pur esperto e con tanti anni di servizio, sia stato costretto a sparare, evidenzia come la situazione fosse divenuta oramai ingestibile, ritengo quindi che, in questo ed in analoghi casi, il Taser sia strumento sicuramente efficace per evitare simili drammatici epiloghi.»
 
«La sperimentazione – prosegue il Segretario Provinciale – aveva dato esito positivo, l'utilizzo che deve essere effettuato previa un preciso protocollo operativo, aveva consentito d'evitare più volte il contatto fisico mettendo tutti in sicurezza. Ma poi per problemi di origine “tecnica” ne è stata bloccata la sperimentazione.
«Chiediamo nuovamente con forza, conclude Fiorentini, che si acceleri l'iter di acquisizione e distribuzione del Taser alle forze dell'ordine, strumento già in uso in numerosi stati, rappresentando alla politica che dotarci di questi strumenti, vuol dire anche e soprattutto una tutela a 360 gradi, per dar modo agli operatori di polizia di interrompere tempestivamente le azioni criminose del cittadino ma sempre tutelandone prioritariamente l'incolumità!
«In quest'ottica, voglio esprimere un sentimento profondo di vicinanza e cordoglio ai genitori/parenti del ragazzo, ma anche all'operatore coinvolto e ai colleghi dell'Arma di stanza alla caserma di Ala ieri bersaglio di proteste con lancio di sassi e scritte; come sempre accade in queste circostanze, non ci sono né vinti né vincitori, ma solo vittime...»

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