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Co.Scienza.2021, da domenica 18 aprile – Di Luciana Grillo

Intervista a uno degli studenti organizzatori, Mattia Lupi, padovano, iscritto al II anno di Fisica, portavoce del gruppo

A partire da domenica 18 aprile, gli studenti universitari che frequentano l’Ateneo trentino proporranno, in modalità online, un convegno estremamente interessante, di certo innovativo per i temi che saranno trattati da esperti: si parlerà di energie rinnovabili e di acceleratori di particelle per la cura dei tumori, di robot a due e quattro zampe, della condizione umana «in una bolla», di donne, autonomia e tabù (con accostamenti apparentemente audaci per i profani…), di matematica e sistema cardiovascolare, di scienza, sistemi biologici, donne e pari opportunità, senza dimenticare il covid-19 che procura l’appannamento dell’olfatto e del gusto e il rapporto cinema-spazio, in un momento in cui proprio la proiezione dei film ci viene negata.
L’ultimo, affascinante intervento avrà a che fare con l’esplorazione di Venere.
Dunque, un caleidoscopio di argomenti, spesso a un primo sguardo lontani fra loro, eppure collegati dall’approfondimento scientifico.
Ho incontrato uno degli studenti organizzatori, Mattia Lupi, padovano, iscritto al II anno di Fisica, autodefinitosi il portavoce del gruppo, e gli ho posto alcune domande:
 
Quando è nata l’idea di questo Convegno? Con quale scopo?
«Co.Scienza è nato 4 anni fa, dall’idea di un gruppo di studenti delle associazioni universitarie UNITiN e OWL*, con lo scopo di portare la scienza a tutti gli studenti e alla cittadinanza.
«La frase che utilizziamo per presentare il festival è: Co.Scienza è connettere giovani, città e scienza; è lasciare che tutti abbiano la possibilità di prendere “coscienza” della scienza

* Le due realtà associazionistiche coinvolte sono UNITiN, un’associazione che coniuga la rappresentanza studentesca con l’organizzazione di eventi socio-culturali nei luoghi offerti dall’Università, e Open Wet Lab, un’associazione che si occupa di divulgazione delle scienze della vita e di biotech sia nei luoghi universitari che in quelli cittadini.

Come sono stati scelti gli argomenti e i relatori?
«Gli argomenti sono stati scelti per riuscire a coprire tutte le varie tematiche e sfaccettature delle scienze. Abbiamo chiamato relatori selezionati sia tra il personale dell’università (docenti, ricercatori e dottorandi) sia personaggi di più ampio impatto mediatico tra cui importanti divulgatori scientifici.»
 
Il programma è molto vario, rivela attenzione per l’ambiente, per la salute degli individui, per le pari opportunità: qual è il filo conduttore?
«Il filo conduttore sta proprio in questo: ogni fenomeno può essere analizzato in relazione alla scienza, in un modo o nell’altro.
«Il nostro obiettivo è prendere determinati temi di cui tutti spesso discutiamo e guardarli sotto una lente che, per molti, è nuova: quella della scienza.
«È proprio questo processo ad essere funzionale all’obiettivo del festival, ovvero avvicinare persone e scienza, raccontando in modo fruibile ciò che sta alla base dei fenomeni fisici.»
 
Conferenze impegnative che richiedono attenzione: non pensi che 90 minuti siano troppi sia per il relatore che per chi ascolta?
«Mediamente la conferenza effettiva dura dai tre quarti d’ora ad un’ora, lasciando poi spazio per le domande nella mezz’ora finale.
«Il format è incentrato sulla possibilità di interagire con la persona che ci parla, visto che con la situazione sanitaria attuale questo aspetto della vita comune viene limitato.
«L’obbiettivo sarebbe quello di riuscire a rendere i novanta minuti di conferenza quanto più leggeri possibile.»
 
Come ci si collega?
«Le conferenze saranno in modalità online sulla piattaforma Zoom. I link saranno condivisi attraverso i social, quali un canale Telegram e una pagina Instagram dedicati al festival, oltre che attraverso il sito web.»
 
Sono previste domande del pubblico a fine conferenza?
«Certamente, anzi, farebbe piacere a noi organizzatori perché vorrebbe dire che siamo riusciti non solo ad interessare gli spettatori, ma anche ad avvicinare le persone all’argomento e alla scienza in generale.»
 
Si può sperare in una pubblicazione degli Atti perché la memoria di tanti interventi sia anche cartacea?
«Purtroppo non ci è possibile per problemi con la rendicontazione delle spese alle associazioni che ci sponsorizzano.»

Con le idee un po’ più chiare, dopo aver ascoltato Mattia, mi appresto a entrare nel mondo della scienza.
Mi auguro che molte persone si colleghino, sia per dare soddisfazione ai ragazzi che dopo un periodo di preparazione abbastanza lungo sono riusciti ad accompagnare in porto il loro progetto, sia perché penso che tutti potremo trovare interessante avvicinarci a realtà note con occhi nuovi.

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