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Contrastare le minacce ai giornalisti per la libertà di informazione

Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno deciso di arginare il fenomeno

Si è riunito oggi presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale – nella modalità della  videoconferenza – l’Organismo permanente di supporto al «Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti» presieduto dal Prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, e composto da rappresentanti di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
All’ordine del giorno un confronto sul tema particolarmente attuale degli «atti intimidatori online contro i giornalisti».

Alla riunione hanno preso parte l’On. Walter Verini Coordinatore del Comitato intimidazioni e condizionamenti mafiosi nel mondo del giornalismo e dell’informazione in seno alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali anche straniere, i Presidenti dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale Stampa Italia – Dott. Carlo Verna e Dott. Giuseppe Giulietti - nonché numerosi professionisti dell’informazione oggetto di minacce a causa della loro attività.
 
La seduta è stata aperta con un’analisi, elaborata dal Servizio Analisi Criminale, sugli atti intimidatori perpetrati nel nostro Paese, che ha evidenziato un significativo incremento, passando dagli 87 episodi del 2019 ai 163 del 2020 (+87%), il 44% dei quali commessi attraverso canali web.
Nel primo trimestre dell’anno in corso sono state già state registrate 63 minacce, con un aumento del 50% rispetto all’analogo periodo del 2020; gli illeciti commessi online sono stati 27, pari al 43% del totale.

In questa prima parte dell’anno è emerso anche un aumento degli atti intimidatori nei confronti delle giornaliste, passando dal 19% del 2020 al 24% del 2021.
La matrice degli atti intimidatori commessi nel 2021 è riconducibile per il 30% a contesti socio/politici, per il 21% a contesti di criminalità organizzata e per il 49% ad altri contesti.
Nel corso dell’incontro, Il Prefetto Rizzi ha voluto evidenziare come il fenomeno in esame sia costantemente monitorato dalle Forze di Polizia e seguito con attenzione dal Ministro dell’Interno al fine di arginare la diffusione di simili vili atti.

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