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Siglato il protocollo per il recupero di beni abbandonati

Itea Spa e Consolida fanno rete all’insegna dell’economia solidale e del riuso

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Siglato ieri pomeriggio, alla presenza della presidente di Consolida, Serenella Cipriani, del presidente di Itea Spa, Salvatore Ghirardini, e del direttore generale, Stefano Robol, il protocollo di intesa per l’attivazione della collaborazione tra i due enti nell’ambito delle operazioni di sgombero degli alloggi, che rientrano nella disponibilità della Società, occupati da beni mobili.
L’operazione risponde agli obiettivi del Distretto Economico Solidale (DES) della rete provinciale del riuso, a cui entrambe le realtà hanno aderito.
«Esprimo soddisfazione per la firma di questo protocollo che punta a rinsaldare la collaborazione tra Itea e Consolida e a dare nuova vita a oggetti e beni che altrimenti andrebbero smaltiti come rifiuti», ha commentato l'assessore provinciale alle politiche sociali, Stefania Segnana.
«Economia solidale» e «riuso» sono i principi alla base della collaborazione tra Itea Spa e Consolida, siglata ieri pomeriggio, con un protocollo di intesa, da Serenella Cipriani e Salvatore Ghirardini, presidenti dei due enti, alla presenza del direttore generale di Itea Spa, Stefano Robol.
 
La stipula del protocollo sancisce per Itea Spa l’adesione al Distretto Economico Solidale (DES) – Progetto «Rete provinciale del riuso» - sottoscritto dalla Provincia, da altre amministrazioni locali e dalla stessa Consolida. Esso promuove l’Economia Verde, come ambito di inserimento lavorativo per persone in difficoltà occupazionale, e, per Consolida e le cooperative sociale aderenti, l’opportunità di recuperare quanto viene rinvenuto in buono stato negli alloggi che rientrano in disponibilità di Itea Spa per rimetterlo in uso.
«Nel corso dell’anno, mediamente, sono circa una quarantina le operazioni di sgombero degli alloggi Itea occupati da beni mobili abbandonati dagli inquilini stessi o dai familiari. Al fine di consentire quanto più celermente di reimmettere l’alloggio liberato nel mercato della locazione, Itea Spa provvede allo smaltimento di quanto rinvenuto presso gli appositi centri di recupero materiali (CRM) – ricorda il presidente della Società, Salvatore Ghirardini, ripercorrendo le considerazioni che hanno portato Itea Spa alla firma del protocollo - Molto spesso si tratta di beni in buono stato di conservazione: arredi, elettrodomestici, abiti, scarpe, biancheria da letto, decorazioni e altri oggetti che, anziché essere qualificati come “rifiuto urbano”, potrebbero ancora essere riutilizzati da chi ne ha bisogno.»
 
Oltre all’aspetto economico, per il fatto che si riducono i costi legati al trasporto e allo smaltimento dei beni rinvenuti nel corso degli sgomberi, qualificati come «rifiuto urbano», ciò che spinge la Società di edilizia residenziale pubblica a sperimentare la strada del «riuso» è la possibilità di dare nuovamente valore a beni che, per chi li ha abbandonati, non lo avevano più. Da qui è nata l’idea di segnalare tale opportunità a Consolida che, insieme ad altri enti territoriali provinciali, aderisce all’accordo volontario per lo sviluppo del Distretto, a cui poi ha aderito anche Itea Spa.
L’opportunità è poi diventata una collaborazione, seppur sperimentale, tra Itea Spa e Consolida che, con impegni reciproci, è finalizzata al recupero e riuso dei beni rinvenuti.
«Questo accordo va ad implementare quanto già facciamo e corrisponde alla nostra mission in termini di sostenibilità economica e ambientale» ricorda la presidente Serenella Cipriani alla guida di Consolida, il consorzio delle cooperative sociali.
 
Il protocollo disciplina le responsabilità, in termini di sicurezza, nonché la procedura da adottare per le operazioni di asporto di quanto destinato al riuso da parte delle cooperative sociali che, di volta in volta, Consolida individua tra le sue consorziate.
Dal canto suo, Itea Spa, come proprio apporto al DES, potrà mettere a disposizione di Consolida o delle cooperative socie, in comodato gratuito, uno o più locali da adibire a magazzino/deposito dove conservare alcuni beni che non sono immediatamente inseribili nella rete del riuso.
Il protocollo, avendo ancora carattere sperimentale, avrà una durata di due anni, nel corso dei quali le parti concorderanno dei momenti di confronto per valutare gli effetti dell’accordo.

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