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Gardolo, l’arte unisce le scuole medie e rsa

I giovani studenti hanno interagito attivamente con alcuni ospiti della Rsa del quartiere

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Una serie di piccoli quadri, affiancati a formare un grande quadro composito, nella Rsa «Stella del Mattino»: è l’esito finale di un progetto nato a febbraio 2020 con quella che, allora, era la seconda f della scuola media Pedrolli e che, con le diverse ondate di Covid e i connessi lockdown, ha potuto concludersi solo quest’anno, coi ragazzi che ora sono in terza e con un risultato che ha dato grande soddisfazione a tutte le persone coinvolte.
I giovani studenti hanno interagito attivamente con alcuni ospiti della Rsa del loro quartiere, che fa parte dall’Apsp Civica di Trento. A raccontare il progetto è Marika Odorizzi: assistente sociale in forza alla Rsa, che ha coordinato la collaborazione tra scuola e casa di riposo.
 
«Gli studenti sono venuti a trovarci un paio di volte nel febbraio 2020. I sopralluoghi erano finalizzati anzitutto a conoscere gli spazi, ma anche a fare qualche piccola intervista alle persone, capire come si svolgono le loro giornate e cosa preferiscono fare quotidianamente. Il tutto è stato portato avanti dalla professoressa di educazione artistica Alessandra Tomasi.
«I lockdown hanno rallentato le attività, perché i ragazzi seguivano le lezioni da casa e perché la Rsa ha dovuto regolamentare rigidamente gli accessi. Ma anche in quel periodo, in giugno in particolare, il progetto non si è fermato e, dalla scuola, sono arrivati alcuni disegni corredati da pensieri di solidarietà e vicinanza ai nonni; in quella fase l’attività scolastica ha coinvolto anche l’insegnante di italiano.»

«Una volta che i ragazzi sono potuti tornare a scuola, hanno dunque completato il progetto artistico. Gli stessi ragazzi hanno spiegato come andavano posizionati, sulla parete, i singoli quadri, ognuno fatto da uno di loro. Ne esce questo grande quadro composito, che trova posto nel corridoio che conduce verso quello che è il nostro ambiente più ampio, al momento adibito alle visite dei familiari. Il messaggio di quest’opera d’arte, ci hanno spiegato gli studenti, è che da soli si può fare poco, ma unendo le forze si possono ottenere grandi risultati. Questo loro slogan era nato prima del Covid, quando era partito il progetto. A rileggerlo oggi, se ne coglie ancora più profondamente il senso. In generale, questo progetto artistico ha creato e reso possibile un canale di comunicazione tra giovani e anziani del quartiere.»
 
Per la presidente dell’Apsp Civica, Michela Chiogna: «Un bellissimo percorso, a braccetto tra generazioni diverse, per portare la suggestione di un elaborato artistico nelle nostre strutture. Una ventata di freschezza per cui dobbiamo ringraziare i ragazzi e tutti coloro che hanno reso possibile questo bel progetto. Sperando che le nostre strutture potranno essere presto di nuovo accessibili come in passato, per godere di un rapporto "dentro fuori" che tanto ci è mancato in questi mesi.»

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