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Il questore di Trento Claudio Cracovia va in pensione

Saluta Roberto Paccher e annuncia che è in arrivo a Trento una decina di nuovi agenti

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«Entro la fine del mese avremo a Trento una decina di nuovi agenti in più». Lo ha confermato il questore Claudio Cracovia nel suo saluto di commiato nel palazzo della Regione con il vicepresidente del Consiglio Roberto Paccher.
«Abbiamo alcuni poliziotti che andranno in pensione o termineranno il servizio in Trentino nel breve periodo – ha spiegato Cracovia – ma dall’altra parte arriverà un numero tale di agenti da averne circa una decina in più a disposizione.» Ma il questore uscente ha ammesso che per le strade potremmo avere più uomini e donne a disposizione se la parte amministrativa fosse data in mano agli enti locali e la polizia si occupasse solo di sicurezza. «Un esempio è quello del rilascio dei passaporti – ha ipotizzato Cracovia. I comuni si occupano già della consegna delle carte d’identità.» E tra i poliziotti che andranno in pensione c’è anche lo stesso questore che dopo un anno e mezzo di servizio dal primo agosto si godrà il meritato riposo.
 


Cracovia si arruolò il 1° aprile 1981 e divenne commissario nel 1986. Nel 1989 a Torino dove è stato Vice Capo di Gabinetto, Capo della Sezione Omicidi e Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, Dirigente del Commissariato Centro, Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e, infine, Dirigente della Squadra Mobile.
Dal luglio del 2003 e per tre anni, ha diretto il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia per il Piemonte e la Valle D’Aosta. Vice Questore delle Questure di Alessandria, di Udine e di Firenze, è stato successivamente Questore di Lucca dal 2012 al 2014 e quindi Questore di Udine e di Ancona. Cavaliere all'Ordine al merito della Repubblica italiana, insignito dell'attestato di Pubblica benemerenza per l'opera prestata in occasione dell'alluvione che ha colpito il Piemonte nel 2000, Ufficiale al merito della Repubblica, prima di venire a Trento era stato questore di Ancona dall’aprile del 2019.


 
«Ho chiuso i miei 40 anni di servizio in una bellissima realtà – ha confidato Cracovia a Paccher – dove la popolazione ha un altissimo senso morale, civico e spirito di collaborazione. Quando mi devo occupare di un cassonetto andato a fuoco, mentre ci sono dei miei colleghi in altre parti d’Italia che devono avere a che fare con omicidi tutti i giorni e sintomo di una comunità compatta che lavora per il bene comune, non tollera la criminalità e l’inciviltà.»
Cracovia in chiusura ha ringraziato Paccher per il senso di vicinanza e disponibilità offerto in questi due anni e mezzo e ha confidato che tornerà presto in Trentino da turista perché ci sono tantissimi bei posti che ancora non è riuscito a visitare.

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