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Crollo delle immatricolazioni di autobus in Italia

Trentino in controtendenza: +109,6% nel 2020 – Il 71,8% dei mezzi rientra nelle categorie Euro 5 e 6. Nel trasporto merci calo leggero delle nuove targhe

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Osservatorio Continental sui macro trend del trasporto pesante.

Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada.
Continental, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale.
Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti in Trentino Alto Adige, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro* del parco circolante in Regione e nelle singole province.
 
Immatricolazioni trasporto persone: Trentino prima regione d’Italia con +109,6%
Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019.
Leggermente meglio il dato del Trentino Alto Adige che chiude il 2020 a -10,2% con 1.178 nuove targhe. Trento registra il calo maggiore con -14,4% mentre Bolzano si ferma a -6,6%.
 
Nel trasporto persone, le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (-31%). In questo segmento il Trentino risponde positivamente e, in controtendenza con il trend negativo nazionale, fa registrare la crescita più alta in Italia +109,6% con 218 nuovi mezzi.
È sempre Trento ad avere il numero più alto, questa volta in positivo, con +128,6%. Bolzano reagisce comunque bene e segna +92,7%.
 

 
 Alimentazione bus: elettrico e ibrido sotto 1% 
Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4.221.718 unità.
La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), ibridi ed elettrici (0,1% ognuno).
In Trentino il gasolio sale a 93,3%, mentre scendono benzina e metano (3,2% e 1,9%). Le altre fonti non raggiungono l’1%.
Le alimentazioni elettriche e ibride a Trento si attestano rispettivamente a 0,7% e 0,2%, mentre a Bolzano la batteria scende 0,3% e l’ibrido allo 0%.
 
Il parco autobus nel nostro Paese registra nel 2020 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%).
Sotto l’1% rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido. Stesso schema anche in Trentino, che però vede una totale assenza di benzina e gas liquido.
Nel capoluogo la quota di gasolio si alza a 95,4%, e il restante parco è composto da metano (4,5%) ed elettrico (0,5%).
Le fonti elettriche a Bolzano arrivano a 0,9%, l’ibrido a 0,2%, stessa percentuale del benzina.
 
 Trentino, parco più giovane d’Italia 
La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9%), seguita dai 15-20 anni (17,9%) e 20-30 anni (15,7%).
Il Trentino ribalta completamente la classifica e si pone prima in Italia per parco circolante più giovane: la fascia preponderante è quella da 2 a 5 anni (34,8%), seguita da 1-2 anni (15,6%) e da quelli di massimo un anno (14,1%).
Guardando le province, a Trento il 68,5% del parco ha massimo 5 anni mentre a Bolzano la percentuale è di 57,6%.
Gli autocarri datati di oltre 30 anni sono il 2,7% a Bolzano e il 2% a Trento.
 
Considerando il parco autobus nel nostro Paese, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%.
Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante. La Regione è ancora una volta la più giovane d’Italia.
Qui l’incidenza della fascia più recente si alza a 32,7%, mentre quella dei veicoli più datati si abbassa arrivando a 7,8%.
Il distacco è netto anche nelle province: a Bolzano gli autobus ultraventennali sono il 3,9% mentre quelli di massimo 5 anni il 38,6%.
A Trento la quota di mezzi giovani scende di oltre 10 punti percentuale, e quella opposta si alza di quasi 7 punti.
 
 Trasporto persone: Trentino al primo posto per Euro 5 e 6 
Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8% del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3%).
Il trend si ribalta in Trentino, dove gli autocarri Euro 0,1 e 2 sono il 7,3%, molto al di sotto della quota di Euro 5 e 6 (74,7%).
Per il settore delle merci Trento si conferma la provincia meno inquinante con il 76,6% di veicoli Euro 5 e 6 e il 6,8% di quelli più inquinanti.
A Bolzano le classi più recenti sono il 71,2% mentre quelle più obsolete l’8,2%.
 
In Italia la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6% del totale.
In accordo a quanto detto sopra il Trentino ospita il parco meno inquinante del Paese: il 71,8% degli autobus è Euro 5 e 6 mentre il 9,9% è Euro 0, 1 o 2.
Bolzano è la provincia più virtuosa nel trasporto persone. Qui l’84,4% dei mezzi appartiene alle classi più recenti e solo il 5,1% a quelle obsolete.
A Trento le percentuali si rivedono a 61,3% e 13,9%.

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