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Compensazione fiscale, nuovi criteri in favore delle imprese

La Procincia di trento ha eliminato i costi di istruttoria e il tetto massimo è stato portato a 400mila euro

Nuovi criteri sono stati stabiliti dalla Giunta provinciale per l’applicazione delle norme riguardanti i contributi da utilizzare in compensazione fiscale, a favore delle piccole e medie imprese trentine.
«È questo un altro tassello importante della strategia che abbiamo messo a punto, in particolare per quanto riguarda l’allargamento agli investimenti connessi alla pandemia, scommettendo sullo snellimento delle pratiche burocratiche» – spiega l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli.
Già lo scorso anno i criteri che disciplinano gli incentivi erano stati aggiornati, prevedendo degli aiuti straordinari per investimenti e consulenze volti ad adeguare l’impresa alle esigenze legate al contrasto alla pandemia e garantire la continuità delle attività.
 
Il sostegno alle imprese attraverso la compensazione fiscale è previsto da una convenzione siglata dalla Provincia autonoma di Trento e dall’Agenzia delle Entrate.
Il meccanismo è quello di sostenere l’impresa non erogando direttamente un contributo provinciale ma consentendole di scalare una parte delle imposte dal modulo F24, «coperta» da Piazza Dante con la corresponsione di un’analoga somma all’Agenzia delle Entrate.
In passato, questa poteva riguardare soltanto gli aiuti relativi a investimenti fissi, internazionalizzazione, servizi di consulenza per lo sviluppo competitivo e collaborazione tra scuola e imprese.
 
Le novità previste dalla delibera approvata dall’esecutivo su proposta dell’assessore Spinelli entreranno in vigore nel 2022 e riguarderanno l’importo di spesa massima ammissibile, per le imprese costituite nel triennio precedente la data di presentazione della domanda di contributo, compreso il 2020 (anno pandemico).
Per queste imprese, è stato previsto che l’importo di spesa massima ammissibile sia pari a 200mila euro o, in alternativa, equivalente al capitale sociale dell’impresa moltiplicato per 5, entro comunque un tetto massimo di 400mila euro (come già avviene per le imprese con meno di 3 esercizi chiusi o nessuno esercizio chiuso alla data di presentazione della domanda di contributo).
Da ultimo si ritiene importante l’eliminazione dei costi di istruttoria a carico dei soggetti che presentano la domanda di contributo.

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