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«Le risorse sono le fondamenta della nostra Autonomia»

Nella relazione del presidente Fugatti sulla manovra, precedenza a salute, investimenti, sostegno all’economia, capitale umano, equilibrio territoriale

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Salvaguardia della salute, investimenti, sostegno al sistema economico, capitale umano, il tema dell’equilibrio per un Trentino «policentrico» e «vivo» in tutte le sue componenti territoriali. Sono alcuni dei pilastri indicati dal presidente Maurizio Fugatti per la manovra economico-finanziaria 2022-2024 della Provincia autonoma di Trento, illustrata oggi al consiglio provinciale dove da domani comincerà la discussione sul testo.
Una manovra espansiva, così l’ha indicata Fugatti, per lo sviluppo del Trentino nel prossimo triennio, che consente di attivare risorse per le infrastrutture pubbliche e gli incentivi all’economia, senza aumentare le tasse a carico di cittadini e imprese.
 
Con l’obiettivo strategico di favorire la crescita e un’attenzione particolare alla sostenibilità finanziaria: perché è proprio dalle risorse - le «fondamenta» dell’Autonomia trentina - che potrà continuare a crescere il Trentino, coinvolgendo strutturalmente risorse esterne alla finanza provinciale e condividendo gli sforzi tra il sistema pubblico e quello privato: sia investitori istituzionale che privati, tenuto conto che il risparmio privato in Trentino vale 5 volte il bilancio provinciale.
 
Nel suo intervento, Fugatti ha inoltre ricordato la lotta in corso alla pandemia e ha ringraziato tutti coloro che hanno dato il proprio straordinario contributo per la maratona vaccinale.
Il presidente ha annunciato che nell’ambito del rinnovo dei contratti collettivi provinciali di lavoro, con un ulteriore emendamento della Giunta provinciale, verranno garantire risorse straordinarie a favore del personale sanitario trentino, ancora fortemente impegnato a causa della pandemia.
 
  Una manovra per la crescita 
Lo scenario in cui si muove la stessa autonomia, ha sottolineato Fugatti, è del tutto inedito, a partire dalla sua incertezza. Il Trentino non è affatto «impaurito e privo di progettualità», come vorrebbe un certo cliché, ma è consapevole dei propri limiti e li trasforma in opportunità.
Con la manovra economico-finanziaria, si mettono dunque complessivamente in circolo 4,6 miliardi di euro di risorse effettive e si portano a 1,7 miliardi le opere pubbliche finanziate, anticipando già al 2022 la chiusura del programma da 300 milioni di euro di investimenti in grandi opere finanziate a debito.
 
L’intervento raccoglie i frutti del recente accordo finanziario con lo Stato, che garantisce strutturalmente maggiori risorse per circa 118 milioni di euro annui. Trattativa che, ha precisato Fugatti, «non può e non deve rappresentare un punto di arrivo», ma è in evoluzione.
In questo senso rimane alta l’attenzione della Provincia non solo alla prossima riduzione della pressione fiscale prevista dalla legge di bilancio dello Stato per il 2022, ma a tutta la riforma oggetto del disegno di legge delega in discussione in Parlamento, che vede l’Amministrazione trentina alla ricerca di una contropartita finanziaria.
 
  La straordinaria occasione del PNRR 
Il Trentino ha poi di fronte «un’altra grande occasione - così il presidente -, quella di sfruttare al meglio le risorse esterne alla finanza provinciale che mai come in questo momento stanno affluendo sul territorio provinciale». Il riferimento è in particolare alle risorse del PNRR e del PNC (Piano nazionale per gli investimenti complementari): a oggi i provvedimenti statali già adottati e quelli in corso di adozione evidenziano un volume di risorse che transiterà sul bilancio della Provincia o degli enti locali già pari a 250 milioni di euro, per trasporti, edilizia scolastica, sanità, ciclabili, rigenerazione dei borghi.
 
A tali risorse si aggiungono quelle di cui beneficiano direttamente enti e soggetti diversi dalla Provincia e dagli enti locali oltre all’investimento di RFI per la circonvallazione ferroviaria di Trento che impatterà sul territorio per 930 milioni di euro.
Parlando di PNRR e PNC, ha ribadito Fugatti, si tratta quindi nel complesso di 1,2 miliardi di euro, che potranno crescere ulteriormente grazie al confronto in corso tra i ministeri e i vari assessorati della Provincia.
Importante anche l’apporto della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, pari a 653 milioni di euro, con un differenziale positivo di 130 milioni rispetto al 2014-2020.
 
  Attenzione al lavoro pubblico e privato 
L’attenzione al lavoro è confermata, riguardo al settore privato, dagli interventi per il «Progettone» e per l’Agenzia del lavoro, oltre alle risorse a disposizione del territorio per il progetto GOL finanziato dal PNRR.
Per quanto attiene al rinnovo dei contratti del comparto pubblico provinciale, la manovra finalizza 63,3 milioni di euro a regime a decorrere dal 2022, a cui va ad aggiungersi l’indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2022-2024. Circa il riconoscimento degli arretrati 2019-2021, la Giunta è inoltre disponibile ad affrontare la questione in sede di assestamento di bilancio.
 
 Tasse invariate e riforme 
Ulteriore caposaldo della manovra illustrata dal presidente è la scelta di non modificare la pressione fiscale per sostenere le famiglie e delle imprese.
Prosegue infine lo sforzo di innovazione del sistema trentino. Fugatti ha indicato i percorsi avviati per la riforma della sanità, la riforma della Pubblica amministrazione trentina verso un «Distretto Trentino intelligente» e la riforma istituzionale.

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