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Cinquantenario del secondo Statuto di Autonomia

Oggi la presentazione delle iniziative coi presidenti della Giunta Fugatti del Consiglio Kaswalder, il vice del Consiglio regionale Paccher e lo storico Ferrandi

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Un elaborato programma di ricerca e di studio per inquadrare la seconda Autonomia, le sue dinamiche, le sue criticità, le sue prospettive di sviluppo, allargato a livello nazionale ed europeo, con tappe a Roma, Vienna, Bruxelles. Sono le iniziative in programma per tutto il 2022 dedicate ai cinquant'anni del secondo Statuto di Autonomia, promosse dall'omonimo Comitato. Oggi a San Michele all'Adige, presso l'Auditorium della Fondazione Edmund Mach, si è tenuta la presentazione con il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il presidente del Comitato per il Cinquantenario Giuseppe Ferrandi e la sovrintendente Viviana Sbardella. Presenti anche il direttore generale di FEM Mario Del Grosso Destreri e il capo Ufficio stampa del Consiglio provinciale Luca Zanin, a moderare il capo ufficio stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti.
 
«Autonomia è storia. Autonomia è tradizione. Autonomia è consapevolezza di cosa significhi essere autonomi. Un sentimento, questo che affonda le radici nei secoli scorsi, perché il nostro territorio aveva ben presenti i fondamenti dell'Autonomia secoli prima del 1946 e il nostro compito, come amministratori, è proprio coltivare questa consapevolezza con particolare riguardo alle giovani generazioni». È stato con queste parole che il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha aperto la presentazione delle iniziative dedicate ai 50 anni del Secondo Statuto, una presentazione voluta proprio nella sede della Fondazione Mach, «perché San Michele ha una storia peculiare, strettamente connessa con il percorso dell'Autonomia del Trentino, oltre ad avere una collocazione geografica precisa, centrale rispetto alla Regione Trentino Alto Adige, e ad essere luogo di formazione per centinaia di studenti», sono state le conclusioni del presidente Fugatti. E a proposito di ragazzi, in sala c'erano le classi quarta dell'istruzione tecnica e terza dell'istruzione e formazione professionale, che stanno seguendo un percorso dedicato proprio ai temi dell'Autonomia e del Secondo Statuto.
 

 
Il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, nel ripercorrere le tante iniziative di matrice consiliare, portate avanti grazie anche al supporto dell'Assessorato provinciale all'Istruzione e di Iprase, ha spiegato come si sia «cercato di valorizzare il percorso di costruzione dello Statuto di Autonomia, per approfondirne la conoscenza in particolare fra gli studenti; preservare la nostra Autonomia significa conoscerla». Kaswalder ha quindi concluso con un appello, quello di «lavorare per arrivare alla realizzazione di un Terzo Statuto di Autonomia».

Quindi il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Paccher ha evidenziato l'orgoglio di essere presenti e partecipi a questa iniziativa che si propone di «far conoscere ai giovani la nostra speciale Autonomia, far loro capire che non è una tematica astratta ma è invece essenziale per il nostro territorio».

«È un onore per la FEM ospitare questo evento che celebra i 50 anni del secondo Statuto di Autonomia» ha evidenziato nel saluto di apertura il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, spiegando che dal 1874 questo ente ha mantenuto saldo il timone della sua missione a supporto del territorio per essere motore di innovazione e per svolgere il ruolo di attivo protagonista dei profondi mutamenti avvenuti.
 

 
«Di autonomia in costruzione» ha poi parlato la sovrintendente Sbardella, ragionando appunto di un percorso di continua costruzione dell'Autonomia che, non è un privilegio ma va «presentata e spiegata ai nostri giovani, i quali devono avere ben presente le proprio radici e storia per guardare avanti».
Il capo Ufficio stampa del Consiglio provinciale Luca Zanin ha ripercorso le iniziative, dagli incontri fra il Consiglio e le scuole con oltre 3.000 ragazzi contattati, i laboratori con tre istituti superiori «Ci pensiamo noi», ma anche la digitalizzazione di tutti i dibattiti consiliari e di tutti i ddl dal 1972 ad oggi, nonché la mostra fotografica che sarà ospitata a Palazzo Trentini e un numero speciale estivo di «Consiglio Provinciale Cronache».
Infine il presidente del Comitato Giuseppe Ferrandi, nell'illustrare il programma complessivo che coinvolge nel corso dell'anno oltre 150 relatori, ha spiegato come l'Autonomia non debba essere solo «difensiva ma in grado di rinnovarsi».
 
Lo Statuto d’Autonomia è la carta costituente della Regione: esso contiene le indicazioni in merito agli organi della Regione, delle due Province e soprattutto alle competenze, si tratta della base dell’intera architettura dell'Autonomia. Quello oggi applicato è il Secondo Statuto - il primo è del 1948 - che fu approvato in via definitiva dal Parlamento italiano nel 1972. Il Secondo Statuto, che trasferì buona parte delle competenze alle Province di Trento e di Bolzano, ha trovato piena applicazione nel 2001, con la riforma la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, contenuta nella legge costituzionale 3 dell'ottobre 2001.

Per promuovere un ampio dibattito dentro e fuori le istituzioni è stato istituito lo scorso anno un Comitato presieduto da Giuseppe Ferrandi, direttore generale della Fondazione museo storico del Trentino. Tanti gli appuntamenti organizzati nell'arco del 2022 congiuntamente da Provincia, Consiglio provinciale e Fondazione, nonché Università degli Studi di Trento ed Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino e altri soggetti istituzionali.

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