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Prima giornata dei Lavori per i 50 anni dello Statuto

Via in Regione agli appuntamenti per il 50° del Secondo Statuto di Autonomia

Nella Sala di Rappresentanza del Consiglio Regionale sono iniziati ieri pomeriggio gli incontri per ricordare i 50 anni dell’entrata in vigore del secondo Statuto.
Parlare di celebrazioni sarebbe riduttivo visto che nel titolo dell’incontro si è voluto sottolineare il termine di «rifondazione dell’Autonomia», condizione quella del Trentino Alto Adige spesso citata come modello di convivenza ma che, come del resto ogni cosa, necessità di essere portata al passo con i tempi che viviamo.
Il «padrone di casa», Roberto Paccher vicepresidente del Consiglio Regionale ha ricordato di «Essere al lavoro da tempo con tutti i Consigli regionali autonomi, oltre che naturalmente con le province autonome di Trento e di Bolzano, per arrivare prima possibile ad un terzo statuto che dia ancora più forza di autogoverno, come è avvenuto 50 anni fa, ai territori autonomi. La Regione dovrà continuare a svolgere un ruolo di cerniera per dare forza ed autorevolezza a territori geograficamente piccoli come i nostri» ha detto.
 
Maurizio Fugatti, nella sua duplice veste di presidente della Provincia e della Regione ha osservato come «il valore della nostra Specialità debba essere fatto capire ed apprezzare alle generazioni più giovani e come sia necessario parlarne nelle scuole. Ecco perché abbiamo in programma una serie di incontri in diversi istituti a questo scopo. La nostra esperienza di Autonomia, guardiamo a queste ore drammatiche nel mondo, è stata e potrà essere di esempio anche per altri, visto che noi abbiamo già fatto delle esperienze in termini di convivenza. E ne siamo orgogliosi. Certo la nostra Specialità deve rimanere dinamica, saper rilanciarsi e penso ad esempio agli ultimi accordi finanziari con lo Stato, fatti assieme a Bolzano».
 
Nel corso dell’appuntamento il magnifico Rettore dell’Università Flavio Deflorian ha ricordato come «Il 2022 coincida con i 60 anni dell’Università di Trento. I due compleanni, quelli dello Statuto ed il nostro, non credo siano del tutto slegati. Quel decennio è stato importantissimo per lo sviluppo dell’Autonomia. In questi giorni in cui viviamo momenti drammatici per l’Europa dobbiamo ricordare che (almeno come pretesto iniziale) la guerra è nata da un conflitto regionale. Nel Donbass etnie e lingue diverse non hanno trovato composizione se non attraverso la violenza. La storia di questa Regione è quella che, di fronte a tensioni e a difficoltà, ha trovato strade e percorsi che oggi ci portano ad una collaborazione tra la Regione e due Province».
 
Un breve excursus storico fatto dal presidente della Fondazione Museo Storico Giorgio Postal (che da senatore la chiusura del Pacchetto negli anni novanta l’ha vissuta da protagonista a Roma come in Trentino Alto Adige) ha aperto la prima sessione di lavori che domani, venerdì, avrà un seguito nell’aula Kessler dell’Università. Moderati da Esther Happacher, sono intervenuti Francesco Bonini, Elisa Bertò, Luigi Bianco, Gunter Pallaver, il direttore del Museo Storico e presidente del Comitato per i 50 anni Giuseppe Ferrandi e Gianfranco Postal.

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