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Curcio: «Grazie al Trentino per il sostegno all’Ucraina»

Questa mattina l’incontro del capo della protezione civile nazionale con il presidente Fugatti e l’assessore Segnana

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Anche in Trentino non viene meno l’impegno delle istituzioni e della comunità nella gestione degli sfollati dall’Ucraina. L’occasione per un aggiornamento della situazione l’ha offerta la visita del responsabile del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, accolto questa mattina dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Erano presenti, fra gli altri, anche l’assessore provinciale alla Salute, Stefania Segnana, l’assessore comunale Chiara Maule, il commissario del governo Gianfranco Bernabei, il questore vicario Luigi Di Ruscio, rappresentanti del sistema dei Comuni ed i dirigenti dei dipartimenti provinciali più direttamente coinvolti nei processi di accoglienza: protezione civile (Decol), salute (Ruscitti) ed istruzione (Ceccato). In collegamento video la Commissaria Delegata minori stranieri non accompagnati, Ferrandino.
 
«Una presenza importante - ha detto il presidente Fugatti nel ringraziare Curcio per la sua visita - che testimonia l’ottimo livello di collaborazione di tutte le organizzazioni che a livello tanto statale quanto locale operano nel nome della sicurezza dei cittadini».
Dopo aver ringraziato a sua volta il Trentino, responsabile del coordinamento delle protezioni civili regionali, per aver dimostrato anche in questa occasione di essere un punto di riferimento affidabile, Curcio ha posto l’accento sulla sfida inedita che il sistema della protezione civile sta affrontando. «Siamo abituati a contrastare gli effetti di calamità ed incidenti, ma la guerra è un’altra cosa e coinvolge dinamiche molto complesse e globali». Il fronte dell’accoglienza parimenti presenta situazioni nuove: «Un conto è gestire profughi uomini, giovani, soli - ha precisato Curcio - un altro invece affrontare le esigenze di donne, spesso con figli, o anziani».
 
In questo momento in Italia si trovano circa 107 mila ucraini ed oltre il 90 per cento non grava sui sistemi di accoglienza territoriali avendo scelto una via autonoma. «Il Paese - ha spiegato Curcio - ha scelto tre modelli: il rinforzo della rete ordinaria che fa capo alle prefetture, l’accoglienza diffusa, infine l’autosostegno che da qualche giorno permette a questi cittadini di presentare domanda sul sito della protezione civile nazionale. Finora abbiamo censito 23 mila domande, ed in Trentino siamo attorno al 34 per cento delle circa 800 persone che hanno già presentato domanda di protezione temporanea alla Questura di Trento. Ovviamente si tratta di dinamiche in forte evoluzione che devono essere costantemente monitorate» ha concluso Curcio che non ha escluso possibili ulteriori provvedimenti normativi in materia.
 
Anche il Trentino dunque rispecchia pertanto l’andamento di un fenomeno che è abbastanza omogeneo in tutto il Paese. Stamani si è fatto il punto sui dati forniti dal Cinformi.
Al momento sono 2180 gli sfollati presenti sul nostro territorio e si tratta per il 90 per cento di donne. I minorenni sono 47.
1.755 hanno trovato sistemazione in autonomia, attraverso reti parentali o amicali; 425 risultano accolti nell’ambito del protocollo Provincia-Commissariato del governo.
Da ricordare che il Trentino ha messo a disposizione 2.996 posti letto (115 i territori comunali su cui sono distribuite le persone), cifra che comprende i 560 del sistema di accoglienza della Provin

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