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Concessione A22: «Finanza di progetto unica alternativa alla gara»

L'informativa del Presidente della Provincia autonoma Fugatti al Consiglio provinciale: «Nuova procedura migliorativa rispetto all'in-house»

Per la concessione dell'A22, una volta che la totalizzazione pubblica dell'azionariato è risultata difficilmente percorribile, e con essa l'ipotesi dell'in-house,

«l’unica alternativa alla gara europea per l’affidamento della concessione della A22 è allo stato attuale quella del partenariato pubblico-privato, che per altro offre la possibilità di formulare una proposta di gestione della mobilità lungo il corridoio del Brennero in linea con le esigenze di sostenibilità dei territori attraversati, non espone al rischio di una statalizzazione di fatto della società concessionaria e, in caso di presentazione di proposte giudicate migliorative dal Concedente, consente di far valere il diritto di prelazione.»
Lo ha chiarito il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, aprendo la seduta straordinaria del Consiglio provinciale dedicata proprio al futuro della concessione dell'Autostrada del Brennero.
 
La proposta di finanza di progetto relativa ad un affidamento pluridecennale della concessione è stata depositata al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile in data 11 maggio 2022.
«Dal 15 dicembre del 2021 la legislazione statale non consente più di affidare in via diretta la concessione autostradale della A22 ad una società pur a capitale interamente pubblico» – ha sottolineato ancora il presidente Fugatti. – La finanza di progetto è allo stato attuale lo strumento giuridico idoneo a consentire di superare le criticità riscontrate nel modello dell’in-house providing.»
 
In sintesi, secondo il presidente, esso comporta dei vantaggi specifici:

1. consente di mantenere l’attuale compagine sociale;

2. permette ai soggetti proponenti di avere in mano il proprio destino, in quanto sono loro a presentare il progetto al ministero competente e la possibilità per la governance di rimanere in mano agli attuali soci pubblici, in linea con la storia di Autostrada del Brennero SpA;

3. agevola un allungamento della concessione, che è rapportata al volume degli investimenti indicati nel Piano Economico Finanziario, in modo che essa potrà anche essere più lunga dei 30 anni;

4. consente di presentare un progetto con investimenti maggiori rispetto a quelli previsti per l’affidamento in house, con la conseguenza che tale aumento costituisce uno straordinario volano per il sistema economico dei territori che insistono sul corridoio del Brennero.
Investimenti maggiori rispetto a quanto previsto nell'ipotesi dell'in-house con riferimento, ad esempio, alla terza corsia dinamica nel tratto tra Bolzano e Verona per circa 1 miliardo e 500 milioni, agli interventi sulle barriere fonoassorbenti, alle aree di servizio, alla manutenzione straordinaria (1 miliardo) e al piano dei servizi di digitalizzazione e di idrogeno.

5. attualizza in modo più dinamico gli investimenti, seguendo le linee guida che ci vengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: digitalizzazione, transizione ecologica e intermodalità nel corridoio del Brennero; nonché prevedendo nuovi investimenti per interventi di miglioramento della viabilità ordinaria funzionali all'asse autostradale e stanziando, anche in questo caso, circa 1 miliardo di euro.

6. prevede la prelazione per i soggetti proponenti. Il fatto, poi, che la norma per la finanza di progetto prevede inoltre un termine breve entro cui concludere la procedura di affidamento (dicembre 2022) può essere considerato un fatto ugualmente positivo.

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