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Trento, Reddito di cittadinanza: welfare o workfare?

In un convegno lunedì a Economia l’analisi delle strategie di sostegno all’occupazione, al reddito e di contrasto alla povertà

Piena inclusione occupazionale o mero trasferimento di reddito? È su questa differenza che ruota in queste settimane il dibattito attorno al reddito di cittadinanza.
Se ne parlerà nei prossimi giorni anche all’Università di Trento in occasione del seminario promosso dal Laboratorio Lavoro, Impresa, Welfare nel XXI secolo (LIW) che si terrà lunedì prossimo, 14 gennaio dalle 9.30 nella Sala Conferenze del Palazzo di Economia (Trento, via Inama).
Nel seminario si analizzeranno le diverse strategie di sostegno al reddito e si valuteranno le politiche di contrasto alla povertà attuabili in Italia.
Il confronto prenderà in esame la situazione all’estero, le differenti politiche del lavoro e sociali.
Welfare o workfare: la differenza tra questi due termini sarà centrale nel dibattito. Le politiche di workfare (o welfare to work, espressione che deriva dalla fusione di work e welfare) si propongono come modello alternativo al classico welfare risarcitorio.
 
Puntano a rendere gli individui (principalmente disoccupati di lunga durata e inattivi) più adatti ad essere accolti dal mercato del lavoro e a rendere più attraente la condizione lavorativa rispetto alla dipendenza dai sussidi.
Per farlo, combinano e integrano strumenti di politica passiva e attiva del lavoro. Allo stesso tempo, rivedono, in senso restrittivo, il sistema dei benefit e inaspriscono le sanzioni.
L’obiettivo è quello di intervenire sui fattori di esclusione per incrementare il vantaggio dell’essere occupati rispetto alla condizione di disoccupazione o inattività.
L’introduzione delle politiche di workfare ha portato ad un progressivo ampliamento delle politiche pubbliche e sociali: dal riorientamento del sistema scolastico e formativo alla rimodulazione di benefit e leve fiscali allo scopo di rendere sempre più conveniente l’attività lavorativa rispetto all’assistenza, fino alla definizione di un «patto sociale» che richieda il concorso attivo del disoccupato alla ricerca di un lavoro.
 
Atteso, in occasione del seminario, l’intervento su questi temi di Randall Wray economista del Levy Institute, tra i pricipali autori della Modern Monetary Theory.
Wray presenterà e discuterà la sua proposta di creazione di forme di impiego pubblico per sostenere la piena occupazione, riassunta nel suo «Federally funded Public Service Employment Program».
La proposta, specificamente pensata per sostenere il mercato del lavoro statunitense e le chance occupazionali di milioni di individui disoccupati o sotto-occupati, verrà contestualizzata nel quadro italiano nel corso del dibattito.
A questo argomento Wray ha dedicato il saggio «Public Service Employment»: A Path to Full Employment, consultabile all’indirizzo: http://www.levyinstitute.org/pubs/rpr_4_18.pdf
 
Il seminario rientra tra le attività del Laboratorio Lavoro, Impresa, Welfare nel XXI secolo, un progetto strategico dell’Università di Trento per il quinquennio 2017-2021.
Al progetto, attualmente ospitato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, partecipano cinque dipartimenti dell’Ateneo e una sessantina di docenti provenienti da discipline scientifiche diverse.
Punto di contatto sono gli studi lavoro, sui processi produttivi e sui sistemi di cittadinanza sociale, ambiti privilegiati per comprendere l'evoluzione delle diseguaglianze sociali in Italia e, più in generale, nell'economia globale.
Il Laboratorio è coordinato dal professor Paolo Barbieri del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale.

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