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Il futuro della montagna passa per la famiglia e sviluppo locale

A Luserna il quarto incontro della Giunta con i territori degli Altipiani Cimbri e Vallagarina nell’ambito degli Stati generali della Montagna

La famiglia e lo sviluppo dei territori periferici rappresentano le basi delle politiche a sostegno della montagna e delle genti che la popolano.
Denatalità, spopolamento, competitività delle terre alte, viabilità, risorse e competenze dei Comuni sono stati i temi che con maggiore frequenza sono ritornati all’attenzione dei lavori degli Stati generali della montagna, in occasione del quarto incontro pubblico della giunta a Luserna.
Alla serata erano presenti il presidente della Provincia autonoma di Trento, l’assessora provinciale alla salute e famiglia, e l’assessore provinciale agli enti pubblici.
Agli amministratori e ai cittadini che chiedevano risposte e impegni ai bisogni di comunità quali quelle degli Altipiani Cimbri e della Vallagarina, Aldeno Cimone e Garniga, il presidente ha ricordato gli obiettivi degli Stati generali della montagna: «Dopo anni di distanza, la politica sta ascoltando i territori di montagna.
«Insieme a voi, costruiremo un percorso partecipato in grado di individuare le risposte adeguate ai vostri bisogni, diversi per ogni territorio. Le vostre priorità, con le vostre indicazioni per una soluzione, saranno le nostre priorità.»
 
«Gli Stati generali della montagna - ha esordito il presidente della Provincia autonoma di Trento - vedono la giunta incontrare amministratori e cittadini in diverse località del Trentino. Ora siamo a Luserna, luogo rappresentativo dell’autonomia trentina perché terra della minoranza cimbra.
«Il nostro obiettivo è di capire le necessità e i bisogni della popolazione, così da permetterci nella plenaria di Comano Terme di fare sintesi dei bisogni di territori che la politica ha dimenticato e non ascoltato per troppo tempo.
«Non siamo interessati a raccogliere la lista della spesa ma siamo determinati ad individuare risposte strutturali per una nuova governance dei territori della nostra provincia.»
E sulla necessità di un «cambio di passo» ha concordato anche il sindaco di Luserna: «Le attese sono molte alte perché territori come il nostro hanno bisogno di scorgere la luce in fondo ad un tunnel per troppo tempo rimasto buio».
 
 Famiglia e territorio 
La famiglia è stato il tema ha segnato l’avvio dell’incontro.
L’assessora provinciale alla salute e alla famiglia ha insistito sui temi della denatalità e dello spopolamento delle valli.
«Sono la priorità del programma di legislatura, – ha assicurato. – Il contrasto al fenomeno dell’abbandono delle terre di montagna (in pochi decenni Luserna è passata da 700 a poco più di 250 abitanti) vede l’esecutivo provinciale impegnato su diversi fronti.
«La famiglia – ha sottolineato l’assessora – è il nucleo da cui partire e su questo contiamo dell’apporto dell’Agenzia della famiglia alla quale stiamo chiedendo di diversificare interventi e servizi a seconda delle singole esigenze dei singoli territori.
«A Luserna abbiamo avviato un progetto sperimentale che prevede l’assegnazione di quattro alloggi Itea a canone zero a giovani coppie che decidano di trasferirsi qui.
«A loro chiediamo di vivere e partecipare alla vita sociale di Luserna. La sfida non è certo facile e al progetto lavoriamo da più di un anno.»
In autunno con il bando chiuso, si conta di assegnare le chiavi ai nuovi inquilini.
 
 Comuni e sviluppo locale 
Qualsiasi comunità ha bisogno di riferimenti certi sul territorio. Da qui la convinzione dell’assessore provinciale agli enti locali che il Comune rappresenti il presidio fondamentale del territorio.
«La nostra terra – ha esordito l’assessore – conta una tradizione millenaria di autogoverno che ha permesso a questo territorio di realizzare il Trentino che oggi conosciamo. In questi anni si è però persa la centralità dell’amministrazione comunale.
«Le persone non scelgono dove nascere ma è il territorio che deve offrire alle persone i servizi, creando anche le opportunità, per continuare a vivere nello stesso territorio.»
«Su queste basi – sempre secondo l’assessore – deve svilupparsi l’idea di riforma che ridisegnerà gli assetti istituzionali e i rapporti tra Provincia autonoma di Trento e gli enti locali.»
Ad una condizione precisa: «Devono essere i territori stessi ad indicare priorità di servizi e di interventi, concorrendo in maniera partecipata ed attiva alla soluzione degli stessi.
«Dai territori ci attendiamo stimoli e proposte diverse perché diverse sono le esigenze. E la nostra prima sfida sono proprio gli Stati generali.»

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