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Viote, parla il presidente della Pro Loco Monte Bondone

«Ben venga anche la quarantena, purché poi si incominci a pensare davvero come rilanciare le Viote»

Ho letto l’intenzione di riaprire le Caserme austroungariche delle Viote per la quarantena a causa dell’influenza cinese, chiamiamola così.
Dopo averle aperte per circa15 anni al Centro di Ecologia Alpina (Cea) che ha dato un prestigioso apporto, con le sue ricerche sull’ambiente, alla comunità scientifica e alla località stessa, sono cadute nel dimenticatoio con il trasferimento dello stesso Centro nel 2008 alla propria casa madre, la Fondazione Mach a San Michele all’Adige.
Sono state riattivate nel 2015 per due mesi al Servizio politiche sociali per poi essere messe a diposizione per l’accoglienza dei richiedenti asilo e richiuse nella primavera 2019.
 
La Pro Loco Monte Bondone, assieme ad altre associazioni, ha ottenuto di riaprirle alla musica dopo 120 anni dalla loro fondazione, nel settembre 2019 per il Silent Green Festival, che ha visto più artisti partecipare con successo loro e di pubblico.
Come Pro Loco non avremmo nulla in contrario alla proposta sopra citata, a patto che, nel giro di pochi mesi finisca l’uso della quarantena e si pensi una volta per tutte a come dar vita - magari con un concorso di idee - a questo stupendo manufatto perché non crolli per incuria come è già accaduto ai vicini alloggi della truppa.
 
Noi pensiamo che le Caserme austroungariche siano - nella loro trascuratezza - un emblema dell’indifferenza dei governi provinciali e locali alle sorti del Bondone.
Neppure il centenario della fine della Grande Guerra è riuscito a smovere qualcosa.
E sì che è stata fatta un’agenda strategica, deliberata nel 2018 dal Comune di Trento e condivisa dai principali stakeholders delle rappresentanze sociali ed economiche della città, che vede nel recupero e nella rifunzionalizzazione delle Caserme una delle iniziative più importanti da avviare per restituire al Bondone quel prestigio che merita e contribuire a presidiarne i valori paesistici e ambientali, oltre che a generare nuove economie legate alla montagna.
 
Crediamo quindi che il rilancio del Bondone passi soprattutto attraverso questi segnali di volontà. Un progetto che abbracci l’intero compendio immobiliare e che possa dare il suo contributo a mantenere la montagna vivibile nell’ottica di un giusto equilibrio e soprattutto di buon senso, come bene espresso recentemente da Annibale Salsa (Adige 30/01/20 p.46).
 
Sergio Costa
Presidente Pro Loco Monte Bondone

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