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«San Valentino» e la «Giornata internazionale della donna»

La Questura ha organizzato due incontri con gli studenti per valorizzare le celebrazioni

Il 14 febbraio alle ore 10.30 presso il liceo Rosmini e il 6 marzo preso il liceo Classico Prati, nell’ambito della campagna di informazione «Questo non è amore», la Questura di Trento ha organizzato due incontri con gli studenti a cui parteciperanno il Dirigente la Squadra Mobile V.Q. dr. Tommaso Niglio, l’Isp. Eleonora Berlanda della Divisione Anticrimine e il Dirigente il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Trentino Alto Adige V.Q. dr. Alberto Di Cuffa, per valorizzare le celebrazioni di «San Valentino» e la «Giornata internazionale della donna».
Il progetto, ideato e promosso dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza, ha l'obiettivo di superare gli stereotipi e i pregiudizi per diffondere una nuova cultura di genere e aiutare le vittime di violenza a vincere la paura, rompendo la fitta rete di isolamento e vergona.
Per questo motivo è partita una iniziativa permanente che vede l’intervento della Polizia di Stato oltre che nelle piazze anche nelle scuole per sensibilizzare l’opinione pubblica ed in particolare quella degli studenti su una maggiore consapevolezza per combattere la violenza sulle donne.
 
«La disparità di genere e cultura sessista – commenta il Questore Garramone – vanno combattute e fatte proprie soprattutto dai giovani, non soltanto perché rappresentano i principali ostacoli al contrasto del fenomeno della violenza sulle donne ma, anche e, soprattutto, perché minano i diritti umani, la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale, politica ed economica del Paese, le libertà personali.
«Motivo per cui non è più sufficiente indignarsi, quando più o meno morbosamente, siamo attratti dai casi di cronaca più eclatanti sui media, o piangerne le vittime, ma è necessario impegnarsi quotidianamente e personalmente.
«La sfida è infatti, prima di tutto culturale e parte all’interno delle famiglie e delle scuole: bisogna educare al rispetto tanto del genere maschile quanto di quello femminile, così come vanno ostacolati e condannati prontamente atteggiamenti, comportamenti o anche solo espressioni verbali che esaltano le disuguaglianze e le discriminazioni di genere.»


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