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Antartide, stagione 2020-21: cercansi specialisti e ricercatori

Entro il prossimo 21 aprile sono aperte le candidature per un astrofisico, un chimico e un fisico dell’atmosfera, un medico, un elettronico della scienza

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Vivere un’esperienza professionale ai confini del mondo, a oltre 3mila metri di altitudine, tra i ghiacci eterni che dominano la stazione italo-francese «Concordia» in Antartide.
Entro il prossimo 21 aprile sono aperte le candidature per la 36ª spedizione italiana in Antartide rivolte ai seguenti profili professionali: un astrofisico, un chimico dell’atmosfera, un fisico dell’atmosfera, un medico, un elettronico della scienza, un tecnico ICT/radio e un elettricista/elettrotecnico.
La durata dell’incarico è di un anno, da novembre 2020 a novembre 2021 («Winter Over»), nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) gestito da ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico.
Le candidature di coloro che sono in possesso dei requisiti vanno inviate attraverso il sito www.uta.enea.it/recruitment.
 
La selezione sarà effettuata dall’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA, che come ogni anno si occupa di costituire e formare il gruppo tecnico-logistico di supporto alle attività scientifiche presso la base Concordia mentre, per le figure scientifiche la selezione sarà curata dal CNR e dai responsabili dei progetti di ricerca.
Può candidarsi esclusivamente personale già dipendente da enti pubblici di ricerca e università e, solo per la figura di medico, dipendente di strutture sanitarie pubbliche.
Per tutti sarà necessario il nulla osta dell’ente di appartenenza.
Intanto il 20 marzo si conclude la stagione della stazione costiera italiana «Mario Zucchelli».
Dopo la fine delle attività di ricerca della 35ª campagna estiva del PNRA il mese scorso, un gruppo di 14 persone è restato per realizzare una serie di interventi mirati alla ristrutturazione e al rinnovo di alcuni locali della base sul promontorio di Baia Terra Nova.
 
I lavori hanno riguardato la sostituzione del sistema antincendio, delle finestre con quelle di nuova tipologia in PVC con un alto taglio termico verso l’interno e un’ampia vetratura, del pavimento con un laminato tipo legno e la messa a nuovo degli impianti elettrici e tecnologici.
«Realizzare questi lavori con la base in piena attività scientifica sarebbe stato impossibile; si è quindi deciso di prolungare la campagna e di ridurre il personale in modo da poter trasformare la zona notte in un cantiere: operazione riuscita benissimo in 30 giorni», ha spiegato il Capo spedizione Alberto Della Rovere dell’ENEA.
«Oltre a eseguire i lavori di rifacimento, ci siamo occupati del funzionamento della base, soggetta in questo arco di tempo all’abbassamento della temperatura e a lunghi periodi di vento catabatico che in più occasioni hanno messo a dura prova il funzionamento degli impianti.»
Salvo condizioni atmosferiche avverse, il team si imbarcherà domani a bordo della nave rompighiaccio coreana Araon, che dovrebbe raggiungere la Nuova Zelanda il 9 aprile.

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