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Conte continua a non volersi dimettere, ma lo farà

E in tutti i casi la sua unica strada è quella di fare rientrare Renzi nella coalizione

I tempi sono stretti, sia perché lo vuole il Presidente della Repubblica, sia perché lo vogliono gli alleati del premier Giuseppe Conte.
La terza maggioranza non esiste e la ricerca di altri alleati tra i banchi dei voltagabbana è più penosa che fruttifera.
Le persone trascinate a dire sì alla fiducia si sono sciolte come neve al sole. Erano inaffidabili prima, perché dovrebbero esserlo adesso?
Zingaretti (PD) vuole stringere i tempi perché sente la pressione sia mediatica che istituzionale, Di Maio (5 Stelle) invita a trovare una soluzione entro 24 ore altrimenti «si scivola verso le elezioni».

Numeri alla mano, l’unica strada che ha questo governo per restare in carica è quella di mettersi nuovamente d’accordo con Matteo Renzi. Ma l’ex premier non è gradito né a Zingaretti né tantomeno a Conte.
Ufficialmente Conte e Zingaretti ribadiscono che i ricatti di Renzi sono stati inaccettabili, ma ci pare che si sia trattato solo di una diversa e profonda diversità di idee. Il che in condizioni normali farebbe parte del dibattito politico, mentre in questo caso si parla di ricatto.
In tutti i casi, Conte dovrebbe dimettersi, andare al Quirinale, ricevere il reincarico, formare un nuovo governo rimpastato, chiedere e ottenere la nuova fiducia.

Per Conte, tuttavia, accettare l’appoggio di Renzi significa dover rinunciare alla riforma della Giustizia, oltre a qualche altra «cosina». Quindi, questa legislatura non è in grado di varare la riforma. Che va messa da parte, se vogliono proseguire a governare.
Per questo, sembra, la discussione della riforma Bonafede alla Camera verrò spostata da martedì a giovedì.
Noi sosteniamo che la Giustizia vada certamente riformata perché così non va. Ma l'idea che, non potendo accelerare i tempi dei processi, si debba allungare la prescrizione è penosa.
La Magistratura è fondante per ogni democrazia. E deve essere condivisa da ben più di una maggioranza risicata.

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