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A breve verrà eletto il 13° Presidente della Repubblica Italiana

Riportiamo una breve nota dei 12 presidenti che si sono succeduti dal 1946 a oggi

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Il Palazzo del Quirinale.

In 74 anni di storia l’Italia ha avuto 12 presidenti della Repubblica e a partire dal 24 gennaio parlamentari e delegati regionali si riuniranno per eleggere il tredicesimo.
Prima di scoprire chi salirà al Colle dopo Sergio Mattarella, volgiamo lo sguardo all’indietro e ripercorriamo sinteticamente la strada che ci ha portati fin qui.
 
Il primo presidente, definito «provvisorio», è stato Enrico De Nicola.
Note caratteristiche: Era monarchico.
Nato a Napoli il 9 novembre 1877, è stato un politico e avvocato italiano, primo presidente della Repubblica Italiana.
Fu eletto capo provvisorio dello Stato dall'Assemblea Costituente il 28 giugno 1946 e ricoprì tale carica dal 1º luglio dello stesso anno al 31 dicembre 1947.
Il 1º gennaio 1948, a norma della prima disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana, esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di Presidente della Repubblica Italiana, mantenendoli fino al successivo 12 maggio.
Da presidente della Repubblica Italiana conferì l'incarico ad un solo presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi. Non nominò alcun senatore a vita nel suo breve mandato.
Morì a Torre del Greco il 1º ottobre 1959.
 
Il secondo Presidente della Repubblica fu Luigi Numa Lorenzo Einaudi.
Note caratteristiche: intellettuale ed economista di fama mondiale, Luigi Einaudi è considerato uno dei padri della Repubblica Italiana.
Nato a Carrù il 24 marzo 1874, è stato un politico, economista, accademico e giornalista italiano, secondo presidente della Repubblica Italiana, il primo ad essere eletto dal Parlamento italiano. Fu membro dell'Assemblea Costituente.
Ebbe tre figli, Giulio (che fondò la famosa casa editrice che porta il suo nome, la Giulio Einaudi Editore), Roberto e Mario, politico e docente universitario.
Il nipote Ludovico, figlio di Giulio, è un famoso pianista e compositore.
Morì a Roma il 30 ottobre 1961
 
Il terzo presidente della Repubblica fu Giovanni Gronchi.
Note caratteristiche: fu sottosegretario all'Industria nel Governo Mussolini.
Nato a Pontedera il 10 settembre 1887, è stato un politico italiano, terzo Presidente della Repubblica Italiana dal 1955 al 1962.
Nel 1919 ha fondato il Partito Popolare, nel 1942 ha fondato la Democrazia Cristiana, leader della sinistra del partito.
L'11 maggio 1962 cessò il settennato (il suo giuramento, infatti, era avvenuto l'11 maggio 1955) e Gronchi divenne senatore di diritto e a vita.
Morì a Roma il 17 ottobre del 1978, ma la notizia passò in secondo piano in quanto i giornali e i mass media furono completamente dedicati all'elezione di Karol Wojtyła quale nuovo Pontefice, avvenuta il giorno prima.
Gronchi è sepolto nel cimitero della Misericordia di Pontedera.
 
Il quarto presidente fu Antonio Segni.
Note caratteristiche: Il generale De Lorenzo gli presentò il piano eversivo «Solo», chiamato così perché avrebbe dovuto essere solo uno spauracchio. Infatti non venne mai attuato.
È nato a Sassari il 2 febbraio 1891.
Eletto presidente della Repubblica il 6 maggio 1962, la sua fu la seconda presidenza più breve nella storia della Repubblica Italiana dopo quella di Enrico De Nicola, in quanto mantenne il ruolo solamente per due anni e mezzo, fino alle dimissioni volontarie del 6 dicembre 1964 per motivi di salute.
Morì a Roma nel 1972, all'età di 81 anni. Segni riposa nel cimitero comunale di Sassari.
Suo figlio Mariotto è anch'egli un uomo politico.
 
Quinto presidente della Repubblica italiana fu Giuseppe Efisio Giovanni Saragat.
Note caratteristiche: Nel corso del suo mandato avvenne il tentato colpo di stato di Junio Valerio Borghese, che prevedeva il rapimento dello stesso Saragat.
Saragat nacque a Torino il 19 settembre 1898.
Protagonista della storia italiana del secondo dopoguerra, leader storico della famiglia socialista e, in particolare, del Partito Socialista Democratico Italiano, Saragat fu anche Presidente dell'Assemblea Costituente, più volte vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli affari esteri; ambasciatore a Parigi.
Alle elezioni del Presidente della Repubblica del 1962, Saragat era stato, sino all'ultimo, l'avversario più temibile per Antonio Segni. Poi alcuni socialisti iniziarono a votare per Pietro Nenni e la sua candidatura si perse.
Saragat fu assolutamente rispettoso della volontà del Parlamento: nel suo settennato, non rinviò mai un provvedimento alle Camere per riesame e conferì sempre l'incarico di formare il governo agli esponenti indicati dalla maggioranza parlamentare.
Sembra infatti che, per tale motivo, il tentativo di golpe orchestrato da Junio Valerio Borghese, per la notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, prevedesse la cattura e il suo rapimento, da effettuarsi a cura del maestro venerabile della Loggia P2, Licio Gelli.
Morì a Roma l’11 giugno 1988 e le sue spoglie si trovano presso il Cimitero del Verano, a Roma.
 
Il sesto Presidente della Repubblica fu Giovanni Leone
Note caratteristiche: Fu ingiustamente accusato di corruzione, al punto che dovette dimettersi. Poi fu riabilitato
Leone nacque a Napoli il 3 novembre 1908. Insegnante di procedura penale dal 1936, entrò in politica nel 1944 aderendo alla Democrazia Cristiana. Eletto all'Assemblea Costituente nel 1946, fu presidente della Camera dei deputati dal 1955 al 1963.
Presiedette due brevi governi nel 1963 e nel 1968. Nominato senatore a vita nel 1967 dal presidente Saragat, il 24 dicembre 1971 fu eletto presidente della Repubblica.
L'elezione di Leone era stato il frutto di precari equilibri politici anche interni al suo stesso partito e, comunque, espressione di una maggioranza di centro appoggiata dalla destra che, a metà degli anni settanta, era stata accantonata e considerata ormai improponibile. Per cui si scatenò presto contro di lui una diffusa ostilità da parte della sinistra e anche la stessa DC fu assai flebile nel difenderlo dinanzi alle critiche virulente che gli vennero rivolte.
Fino al giorno delle sue dimissioni, Leone preferì non rispondere pubblicamente di tutto quello che era successo. Furono soltanto i suoi figli a sporgere querela, per i fatti a loro ascritti.
La Cederna perse in tutti e tre i gradi di giudizio: fu condannata per diffamazione e a lei e al suo giornale, L'Espresso, fu comminata una multa elevata, il libro della Cederna fu ritirato dal commercio e le copie rimaste distrutte.
A seguito delle dimissioni Leone fece ritorno al Senato in quanto senatore di diritto e a vita, iscrivendosi al gruppo misto.
Nel 1994 votò la fiducia al Governo Berlusconi e fece lo stesso nel 1996 con il primo Governo di Romano Prodi. Al contrario, non sostenne il Governo D'Alema.
È morto a Roma il 9 novembre 2001 nella sua villa sulla Via Cassia, in località «Le Rughe» ed è sepolto nel Cimitero di Poggioreale, a Napoli.
 
Il settimo Presidente della Repubblica fu Sandro Pertini.
Note caratteristiche: È stato il più amato degli italiani.
Pertini era nato a Stella il 25 settembre 1896 ed è stato un politico, giornalista e partigiano italiano.
Fu il primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire la carica.
Durante la prima guerra mondiale, Pertini combatté sul fronte dell'Isonzo e, per diversi meriti sul campo, fu proposto per la medaglia d'argento al valor militare nel 1917, ma essendo stato segnalato come simpatizzante socialista su posizioni neutrali, l'onorificenza gli fu conferita solo nel 1985. Nel primo dopoguerra aderì al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo.
Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, nel 1929 fu arrestato e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato prima alla reclusione e successivamente al confino.
Solo nel 1943, alla caduta del regime fascista, fu liberato e contribuì a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni e Lelio Basso il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.
Il 10 settembre 1943 partecipò alla battaglia di Porta San Paolo nel tentativo di difendere Roma dall'occupazione tedesca. Fu catturato dalle SS e condannato a morte; riuscì a salvarsi evadendo dal carcere di Regina Coeli assieme a Giuseppe Saragat e ad altri cinque esponenti socialisti grazie a un intervento dei partigiani delle Brigate Matteotti.
Nella lotta di Resistenza fu attivo a Roma, in Toscana, Valle d'Aosta e Lombardia, organizzò l'insurrezione di Milano e votò il decreto che condannò a morte Mussolini e gli altri gerarchi fascisti.
Nell'Italia repubblicana fu eletto deputato all'Assemblea Costituente per i socialisti. Ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di presidente della Camera dei deputati, infine fu eletto presidente della Repubblica Italiana l'8 luglio 1978.
Il suo mandato presidenziale fu caratterizzato da una forte impronta personale che gli valse una notevole popolarità, tanto da essere ricordato come il «presidente più amato dagli italiani».
Durante e dopo il periodo presidenziale non rinnovò la tessera del PSI, al fine di presentarsi al di sopra delle parti, pur senza rinnegare il suo essere socialista. Del resto, lasciato il Quirinale al termine del suo mandato presidenziale e rientrato in Parlamento come senatore a vita di diritto, si iscrisse al gruppo senatoriale del Partito Socialista Italiano.
Fu sposato dal 1946 alla sua morte con Carla Voltolina, anch'essa partigiana e antifascista.
Grazie all'indubbio prestigio di cui godeva, soprattutto tra i cittadini, fu in genere difficile per i vari esponenti politici non recepire, seppur spesso controvoglia, le sue incursioni.
Fu una piacevole incursione la sua indimenticabile partecipazione alla vittoria italiana al Mondiale di calcio del 1982 a Madrid.
Si spense la notte del 24 febbraio 1990, all'età di 93 anni.
Per suo espresso desiderio, il suo corpo fu cremato e le ceneri traslate nel cimitero del suo paese natale, Stella San Giovanni.
 
L’ottavo Presidente della Repubblica fu Francesco Maurizio Cossiga.
Note caratteristiche. Passò alla storia come «Picconatore della Prima repubblica».
Cossiga è nato a Sassari il 26 luglio 1928. Politico e accademico di grande livello, Cossiga è ampiamente considerato uno dei politici più importanti e influenti della cosiddetta Prima Repubblica.
Durante il suo incarico di Ministro dell’Interno vi fu il rapimento Moro. Quando Moro venne ucciso dai Brigatisti rossi, Cossiga si dimise dalla carica.
Nel 1985 fu eletto al Quirinale, come più giovane Capo di Stato dell'età repubblicana. Però si dimise nell'aprile 1992 pochi mesi prima della scadenza naturale in segno di protesta con le Istituzioni, tanto che gli venne dato il nome di «Picconatore della Prima Repubblica»
Ha cessato di vivere a Roma il 17 agosto 2010.
Cossiga è sepolto nel cimitero comunale di Sassari, nella tomba di famiglia, poco distante dalla tomba di Antonio Segni.
 
Oscar Luigi Scalfaro è stato il nono Presidente della Repubblica.
Note caratteristiche: Durante la sua presidenza si svolse l'inchiesta Mani pulite e si ebbe l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi.
Nato a Novara il 9 settembre 1918, è stato un politico e magistrato italiano, eletto deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992.
In precedenza era stato ministro dell'Interno nel Governo Craxi I, nel Governo Craxi II e nel Governo Fanfani VI, fu anche ministro dell'Istruzione nel Governo Andreotti II.
Il 25 maggio 1992 Scalfaro fu eletto capo dello Stato (al sedicesimo scrutinio) con 672 voti, espressi dai democristiani, dai socialisti, dai socialdemocratici, dai liberali, dal PDS, dai Verdi, dai Radicali e da La Rete.
Nel 1993 scoppiò lo «scandalo SISDE», relativo alla gestione di fondi riservati, che giunse a coinvolgere anche la Presidenza della Repubblica.
Partita dalla bancarotta fraudolenta di un'agenzia di viaggi i cui titolari erano funzionari del servizio segreto del Viminale, un'inchiesta della magistratura fece emergere fondi neri per circa 14 miliardi di lire depositati a favore di altri 5 funzionari.
Concluso il settennato, Scalfaro fu denunciato da Filippo Mancuso per presunto abuso d'ufficio relativamente al suo periodo come Ministro dell'interno e sempre sull'ipotesi di illecita percezione dei detti 100 milioni al mese.
La vicenda si concluse con il comunicato del 3 marzo 1994: «... nei confronti dell'onorevole Scalfaro non sussiste alcun elemento di fatto dal quale emerga un uso non istituzionale dei fondi».
Scalfaro è morto nel sonno a Roma il 29 gennaio 2012, aveva 93 anni.
Per suo volere le esequie sono state celebrate l'indomani in forma privata, anziché con funerale di Stato come previsto dalla legge per i presidenti emeriti della Repubblica.
In seguito il feretro venne trasportato e inumato presso il cimitero di Cameri, nel novarese.
La casa di famiglia a Novara è diventata una struttura di accoglienza per poveri. È stato così realizzato il desiderio dell'ex Presidente della Repubblica che, pochi giorni prima di morire, nel 2012, donò l'abitazione alla Comunità di Sant'Egidio, chiedendo che diventasse appunto un rifugio per bisognosi.
 
Il decimo Presidente della Repubblica è stato Carlo Azeglio Ciampi.
Note caratteristiche: Ha avuto il merito di sdoganare l’Inno di Mameli, favorendo la sua diffusione in tutte le occasioni di Stato senza più temere l’accusa di appartenere a orientamenti politici di destra.
Ciampi nacque a Livorno il 9 dicembre 1920. È stato un politico, economista e banchiere italiano, stimatissimo dagli italiani. Dopo una militanza giovanile nel Partito d'Azione, Ciampi non ha più aderito ad alcun partito politico, anche se è stato sempre considerato vicino al centrosinistra.
È stato governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994), ministro del tesoro e del bilancio e della Programmazione economica (1996-1997), quindi ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (1998-1999).
Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, fu anche il secondo presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d'Italia, preceduto da Luigi Einaudi nel 1948.
Ciampi è stato un presidente preparato, esperto, corretto, europeista e patriota. Ha avuto il merito di sdoganare l’Inno di Mameli, favorendo la sua diffusione in tutte le occasioni di Stato.
Ha cessato di vivere a Roma il 16 settembre 2016, aveva 95 anni.
Riposa nel Cimitero della Misericordia, a Livorno.
 
Undicesimo Presidente della Repubblica è stato Giorgio Napolitano.
Note caratteristiche: È stato l’unico presidente eletto per un secondo mandato.
Napolitano è nato a Napoli il 29 giugno 1925. È un politico italiano che ha ricoperto la presidenza della Camera nell'XI Legislatura e ministro dell'Interno nel governo Prodi I, nonché deputato pressoché stabilmente dal 1953 al 1996, ed europarlamentare dal 1989 al 1992 e poi di nuovo dal 1999 al 2004, e senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica.
È stato l'unico capo dello Stato a essere stato membro del Partito Comunista Italiano, il terzo napoletano dopo De Nicola e Leone.
Il 20 aprile 2013 venne rieletto alla presidenza, divenendo il primo presidente della Repubblica italiano a essere chiamato per un secondo mandato, oltre che il più anziano al momento dell'elezione nella storia repubblicana.
È tuttora in vita e partecipa alla vita politica in quanto Senatore a vita.
 
Il dodicesimo presidente della Repubblica è stato eletto Sergio Mattarella.
Note caratteristiche: È l’attuale presidente della Repubblica.
È nato a Palermo il 23 luglio 1941. Ha tre figli.
Laureato in Giurisprudenza nel 1964 all’Università «La Sapienza» di Roma con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su «La funzione di indirizzo politico», è stato iscritto nell’albo degli avvocati del Foro di Palermo dal 1967.
Ha insegnato diritto parlamentare presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Palermo fino al 1983, anno in cui è stato collocato in aspettativa perché entrato a far parte della Camera dei Deputati.
Il suo percorso politico ha origine all’interno del filone di impegno cattolico-sociale e riformatore. Eletto deputato per la Democrazia Cristiana nel 1983 nella circoscrizione della Sicilia occidentale, ha fatto parte della Camera dei Deputati sino al 2008.
In queste sette legislature ha fatto parte della Commissione Affari costituzionali, della Commissioni Affari esteri e del Comitato per la Legislazione, di cui è stato anche Presidente.
Nelle elezioni politiche del 2008 non si è ricandidato e ha concluso la sua attività politica.
Nel maggio 2009 è stato eletto dal Parlamento componente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, di cui è stato Vice Presidente.
Il 5 ottobre 2011 è stato eletto Giudice Costituzionale dal Parlamento ed è entrato a far parte della Corte Costituzionale con il giuramento dell’11 ottobre 2011.
Il 31 gennaio 2015 è stato eletto dodicesimo Presidente della Repubblica.

Pertini gioca a carte in aereo con i Campioni del Mondo di calcio del 1982 di ritorno da Madrid.

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