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«La nostra Autonomia sopravviverà alla crisi economica»

A Folgaria il dibattito con il presidente Dellai sul futuro del Trentino

Nel momento della crisi più acuta della politica italiana, è la stessa politica a riempire un teatro, quello di Folgaria, sul tema tutto politico del futuro dell’autonomia trentina.
E’ successo nella serata di ieri: sul palco Gianfranco Postal, oggi storico e ieri uomo dell’istituzione trentina con incarico a tenere i rapporti con le istituzioni romane, e Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento.
 
«L’autonomia trentina - chiarisce subito Dellai - non è un muro che ci mette al riparo dagli urti di un mondo in repentina evoluzione, ma è uno strumento che ci permette di intervenire per far fronte alla crisi. Abbiamo strumenti hard (finanziamenti) ma anche soft (Università), abbiamo flussi in entrata ma anche flussi in uscita, di spesa, con un’Autonomia che può decidere.»
 
Ottimista è anche Postal che ricorda le precedenti crisi.
«Il Trentino ha resistito alla stretta del ’48 e a quelle dei decenni successivi. La crisi è servita a rafforzare l’autonomia e credo che ce la farà anche questa volta. L’importante è mirare alto, puntare ad obiettivi strategici, in grado di aprire nuove prospettive verso il futuro.»
 
L’ombra della crisi nazionale apre la serata sull’autonoma locale e lo spettro dei tagli al bilancio provinciale è già nella domanda che Fabrizio Franchi, giornalista del quotidiano l’Adige, rivolge ai due ospiti Gianfranco Postal, storico e già dirigente generale del Dipartimento affari e relazioni istituzionali della Provincia autonoma di Trento, e il presidente di questa, Lorenzo Dellai.
La risposta è univoca, perché entrambi offrono speranza: da storico, Postal ricorda la seconda metà del secolo scorso con le sue crisi economiche e finanziarie che però «non hanno minato la struttura dell’autonomia trentina. L’autonomia è un impianto permanente che nessun atto del Governo può modificare o, peggio, mettere in forse. 
«Il futuro però - ammonisce Postal - è anche nelle nostre mani, perché quando lo statuto è stato interpretato in senso restrittivo (il periodo del Los Von Trient, ad esempio) abbiamo vissuto le crisi più pericolose, ma quando il Trentino è stato chiamato ad un ruolo sfidante, questa terra ha sempre dato il meglio di sé.»
 
La prospettiva che i tagli prossimi venturi  del Governo Monti intacchino il bilancio provinciale non sembra preoccupare nemmeno il presidente Lorenzo Dellai, che ricorda il lavoro fin qui svolto.
«Abbiamo lavorato per dotare la nostra autonomia di nuovi strumenti e nuovi poteri. L’autonomia non è un barriera che ci mette al riparo ma uno strumento che rende sostenibile il nostro modello in un contesto di crisi. E’ importante però tenere un atteggiamento ottimistico che ci deve motivare a trasformare l’autonomia. 
«Non dobbiamo pensarci - avverte però Dellai - come una delle tante province italiane, con un po’ più di soldi. Noi siamo un land, ovvero una comunità autonoma. La nostra storia non è sabauda e centralista, e la costituzione lo ha riconosciuto concedendoci l’autonomia.»
 
«Ciò che resiste alla crisi del mondo attuale - continua Dellai - è la cultura del territorio, non regressiva e leghista, ma aperta verso gli altri territori. Questa è la nostra storia: orgogliosi di essere italiani, ma inseriti nel tirolo ed europei convinti. Il Trentino doveva capire (e l’ha fatto) che l’autonomia era intrecciata con Bolzano ed Innsbruck per la costituzione di una Regione europea, nel solco dell’Europa delle Regione e dei popoli, che oggi non c’è. Ogni giorno ci misuriamo con la lontananza dell’Europa dal quotidiano.»
 
Il futuro costringerà il Trentino a ridefinire i rapporti con lo Stato, l’aggiornamento dello Statuto d’autonomia e il definitivo bilanciamento di un’autonomia sbilanciata sul ruolo centrale e centralizzante della Provincia.
«La riforma istituzionale vuole ridare un ruolo attivo alla periferia e il tempo renderà giustizia alle Comunità di valle, scelta fondamentale per la provincia e il territorio ma ancora invisa ad una parte dell’opinione. La Provincia deve occuparsi di alte scelte, di legiferare e di costruire rapporti con altri territori. Le Comunità dovranno dare risposte e servizi anche ai piccoli Comuni, almeno fino a quando non decideranno di fondersi. Se le Comunità di valle falliranno, la Provincia si riapproprierà di un sistema che ritornerà ad essere centralizzato e relegherà su un binario morto Comuni e comunità locali.»
 
In più in Trentino - è questa l’opinione di Dellai - sta venendo avanti una nuova classe dirigente.
«Il nostro compito è fare spazio alle nuove generazioni, preparare le condizioni e formare le persone che saranno chiamate a reggere le sorti del Trentino.»

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