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Referendum sulle Comunità di Valle/ 2 – I favorevoli alle Comunità

La Procuradora, il Presidente del Consei General e il Consei di Ombolc: «Non rinunciare all’autonomia della Valle di Fassa»

 Questo il comunicato inviato dalla Comunità di Valle della Val di Fassa
  
I quesiti referendari presentati dalla Lega Nord sono due, il secondo dei quali è finalizzato all’abrogazione dell’art. 19 della Legge Provinciale 3/2006 «Disposizioni speciali per le popolazioni di lingua ladina, mochena e cimbra», nonché all’abrogazione della Legge Provinciale 10 febbraio 2010 n. 1 con cui è stato approvato lo statuto del Comun general.
Affinché il quesito sia valido deve essere sottoscritto da 1500 elettori appartenenti alle citate minoranze.
La ragione di questo iter particolare, sta nel fatto che si chiede ai firmatari di essere consapevoli che la norma da abrogare si riferisce ad una materia che li riguarda da vicino, in qualità di appartenenti ad una popolazione che si esprime e si identifica in una cultura incentrata nel riconoscimento, nella salvaguardia e nell’uso di una propria lingua: nel nostro caso il ladino.
In particolare l’art. 19 disciplina in modo speciale la costituzione ed il funzionamento del Comun general de Fascia in quanto territorio «dove è insediata la popolazione ladina»(art.19 comma 1).
Il terzo e quarto comma di detto articolo disciplinano la procedura di approvazione ed il contenuto dello Statuto del Comun general de Fascia.
A differenza degli altri statuti esso è deliberato dai Comuni e approvato senza modificazioni con legge provinciale.
Questo procedimento evidenzia il forte legame della Comunità con i Comuni, una tutela rafforzata delle materie da esso disciplinate e quindi il forte rispetto del legislatore provinciale per la nostra minoranza, la nostra storia e la nostra identità.
 
Ma non basta: al Comun general de Fascia viene riconosciuto un grado di autonomia maggiore rispetto alle altre Comunità, come dimostrato dal fatto che lo Statuto individua gli organi di governo della Comunità, ne disciplina le attribuzioni e assicura il grado di partecipazione dei Comuni all’attività di governo.
Grazie a questa previsione è stato possibile permettere, unici in Trentino, che la prima giunta della Comunità sia composta dal Procurador e dai sindaci dei Comuni della Valle.
Sette sindaci riuniti attorno a un tavolo che ragionano tendo conto dei bisogni e delle opportunità dell’intera valle e dei singoli Comuni.
Ma il punto in cui si valorizza maggiormente questa autonomia, che potremo definire «speciale» all’interno dei sistema trentino, riguarda proprio la possibilità di definire gli indirizzi e i criteri per attuare le finalità di valorizzazione e tutela della popolazione ladina.
Non basta infatti essere minoranza riconosciuta: questo riconoscimento deve essere tradotto in norme ed atti che promuovano e tutelino la lingua.
Per questo va ricordato che il Comun general de Fascia ha attivato il servizio linguistico e culturale, approva ogni anno un piano ed inoltre promuove e coordina in collaborazione con la scuola, l’Istituto Ladino, le associazioni culturali, gli operatori economici e sociali la diffusione della lingua.
Ne è prova, tra l’altro, la traduzione unificata degli atti amministrativi e di conseguenza la definizione del ladino amministrativo.
 
2 - I rapporti con i Comuni della valle
Uno dei significati dell’essere Comunità è di fare una sintesi delle esigenze di tutto il territorio, senza per questo sacrificare l’identità e la singolarità di ciascun Comune.
Affinché ciò sia garantito, oltre alla presenza di tutti i Sindaci nel Consei dei Ombolc, va sottolineato che nel Consei general sono presenti tre rappresentanti di ciascun Comune: in altri termini, tutti i Comuni sono rappresentati allo stesso modo e hanno la stessa dignità, al di là della loro consistenza numerica.
Se si abrogasse il sistema delle Comunità non verrebbe meno l’obbligo di gestione associata dei servizi, così come affermato al punto 3 delle osservazioni in ordine all’ammissibilità del quesito nr. 1 (ma in tutto applicabili anche al Comun general) del verbale di deliberazione della Commissione per i Referendum abrogativo che ha giudicato l’ammissibilità dei quesiti.
Obbligo di gestione associata previsto a livello nazionale dal governo Berlusconi e ribadito in queste settimane dal governo Monti. Ciò significa che, in assenza delle Comunità, il processo di gestione associata va comunque attivato.
Giova ricordare, a questo proposito, che proprio il Comun general ha da tempo promosso l’esperienza della gestione associata non solo per il servizio traduzioni, per i servizi linguistici e per il sostegno alle attività che sviluppano la salvaguardia della lingua attraverso il lavoro della Consulta Ladina ma anche nella gestione di altri servizi che sono di grande aiuto ai Comuni: si va dalla raccolta differenziata dei rifiuti, al diritto allo studio (assegni e mense scolastiche), ai lavori socialmente utili (Azione 10), alla raccolta dei funghi, ai contributi per le ristrutturazioni e la prima casa, al Piano Giovani di zona (la Risola), senza parlare della complessa gestione di tutto il settore sociale, compresa la gestione del personale socio sanitario.
Saranno in grado i Comuni di gestire questi servizi nell’ottica del risparmio, dell’efficienza e dell’efficacia?
 
3 - Centralità
Chi gestirà i servizi espletati dalle Comunità, con particolare riferimento al sociale? Almeno in un primo momento si può presumere che la gestione sarebbe a livello centralizzato (Provincia) a scapito dei territori e della possibilità di governare a un livello vicino al cittadino (sussidiarietà).
Tanto è stato fatto, anche in valle di Fassa, per ottenere questa «autonomia nell’autonomia» attraverso l’articolo 19 della legge provinciale 3 del 2006: raccogliere delle firme per abrogare questa conquista, appare quantomeno scellerato.
E, soprattutto, assume i connotati di una iniziativa che dimostra di non conoscere la storia e che manca di rispetto a chi, prima di noi, ha lottato per la difesa del nostro territorio, della nostra lingua e della nostra identità.
 
Per tanto invitiamo la gente di Fassa a non rinunciare alla propria autonomia.
 
La Procuradora
Il Presidente del Consei General
Il Consei di Ombolc

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